Venerdì, 20 Gennaio 2012 12:30

Legambiente presenta Mal’aria 2012

E’ emergenza smog nelle città italiane - Fuori legge per pm10 il 67% dei capoluoghi - Anche a Taranto è emergenza polveridi provincia monitorati

 

La qualità dell’aria delle città italiane è pessima e continua a peggiorare. Lo confermano i dati del

dossier Mal’aria , lo studio annuale di Legambiente sull’inquinamento atmosferico. I principali

imputati sono le polveri sottili: nel 2011, il 67% dei capoluoghi di provincia monitorati non ha

rispettato il limite consentito di superamenti della soglia di PM10, un aumento del 12% rispetto

all’anno precedente. Torino, Milano e Verona sono in testa con 158, 131 e 130 superamenti

registrati nella centralina peggiore di ognuna delle tre città. Crescono, inoltre, le dimensioni degli

sforamenti. Ed è una vera e propria emergenza, perché il particolato emesso dagli scarichi delle

autovetture, dagli impianti di riscaldamento e dai processi industriali, sono sostanze altamente

dannose per la salute umana per la loro capacità di penetrare in profondità nell’apparato

respiratorio. Sulle 82 città monitorate, 55 hanno esaurito i 35 superamenti all’anno del limite di

legge giornaliero per la protezione umana del PM10 (50 μg/m3).

Anche a Taranto, purtroppo, è emergenza polveri, dichiarano Lunetta Franco, presidente del circolo

jonico di Legambiente e Leo Corvace, del Direttivo del circolo.. Le due centraline di monitoraggio

di via Archimede e via Machiavelli hanno infatti registrato superamenti dei limiti di legge previsti

per la media giornaliera su base annuale: 40 in via Archimede e 45 in via Machiavelli. Questi dati

prefigurano un rischio sanitario per la popolazione esposta. Diversi studi ( SIDRIA, APHEA,

MISA 1 e 2, SISTI) hanno accertato la correlazione tra aumento dei livelli di PM10 e diverse

patologie nel breve periodo con effetti sia in termini di ricoveri che di decessi. Particolarmente

interessate sono malattie respiratorie e cardiache nel loro complesso.

In questo contesto Sindaco e Regione Puglia non possono esimersi dall’intervenire per tutelare la

salute pubblica. Il sindaco in base al suo status di massima autorità sanitaria locale (leggi n.

833/1978 e n. 112/1998), la Regione con il piano di azione previsto dal Dlgvo 155/2010.

Data la collocazione delle centraline a ridosso dell’area industriale è del tutto evidente come

all’origine di questi superamenti vi siano emissioni provenienti soprattutto dall’Ilva. In particolare

sotto accusa sono, oltre ad impianti come l’agglomerato e la cokeria, i parchi minerali. Conferme in

tal senso si sono ottenute con la sentenza di condanna subita dall’azienda il 28 settembre 2005 in

sede di Cassazione (vedi nota). Nonché dalla recentissima perizia redatta dal CTU nominato dal

giudice nell’ambito del contenzioso promosso da un condominio del quartiere Tamburi nei

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confronti dell’Ilva per presunti danni subiti dall’edificio a causa della dispersione di polveri dai

parchi minerali.

La situazione di rischio sanitario profilatasi con il PM10, peraltro collegata all’emergenza

benzo(a)pirene ed in un riconosciuto contesto di forti criticità ambientali, impone finalmente

l’adozione di provvedimenti adeguati : in primo luogo, la copertura dei parchi minerali. Si ribadisce

come la soluzione proposta dall’Ilva, il barrieramento del muro dello stabilimento lungo le dorsali

stradali per Grottaglie e Statte, sia del tutto inadeguata. Ad essere intercettate sarebbero infatti

soprattutto le polveri pesanti aerodisperse e solo nella misura del 50 %, mentre il barrieramento

risulterebbe inefficace per le polveri sottili come PM10 e PM 2,5. Un obiettivo, tra l’altro,

perseguibile prevedendo anche il contemporaneo innalzamento delle colline “ecologiche” site nel

quartiere “Tamburi”.

La copertura dei parchi minerali è del tutto fattibile come dimostrato da un progetto presentato nel

2005 dal Politecnico di Taranto che prevede la realizzazione di apposite tensostrutture. La

Legambiente ha tentato di inserire questa misura tra le prescrizioni dell’AIA, scontrandosi però con

l’opposizione congiunta di azienda e Ministero dell’Ambiente. La nuova emergenza PM10 può

riaprire la partita imponendo questo provvedimento attraverso un’azione congiunta tra Regione e

Sindaco di Taranto integrando le rispettive funzioni.

( nota) “ .. le polveri rinvenute in quantità notevole e prelevate in varie zone della città di Taranto,

provenivano certamente dai parchi minerali dello stabilimento Ilva, stante le loro caratteristiche

costitutive accertate mediante analisi che avevano evidenziato la massiccia presenza, in esse, di

ferro,vanadio, cromo e manganese”.

PM10 ti tengo d’occhio– superamenti del limite medio giornaliero di protezione della salute umana (50 μg/m3)

nei capoluoghi di provincia nel 2011, rispetto alla centralina peggiore. Superamenti consentiti in un anno: 35

Città capoluogo Centralina peggiore Superamenti Città capoluogo Centralina peggiore Superamenti : VEDI  FILE ALLEGATO

 

 

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