Lunedì, 22 Ottobre 2012 17:35

Il Sin di Taranto

Nel territorio di Taranto insiste una notevole concentrazione di insediamenti industriali ad alto impatto ambientale : l’Ilva (circa 9 mln t/a di acciaio), la raffineria ENI (6,5 mln annui derivati da petrolio) con il suo deposito (riserve strategiche nazionali, 135 serbatoi fuori terra per una capacità di 2.000.000 mc ), le due centrali termoelettriche ex Edison passate all’Ilva (circa 1100 mgw), la centrale ENIPOWER (87 mgw), la Cementir (900 mila t/a di cemento), due inceneritori, la discarica Italcave (complessivi 6 mln mc), le discariche dell’Ilva (tra cui una “2C”), la base navale militare tra le più maggiori del Mediterraneo, l’arsenale militare ed altre piccole e medie aziende. Le forti criticità ambientali hanno comportato l’inserimento di Taranto tra le aree ad elevato rischio ambientale (1990 e reiterazione nel 1997) e tra i SIN per le bonifiche (con legge 426/98 e superficie approvata con D.M. 10.01.2000).

La superficie interessata dal SIN è di circa 125 kmq, 73 dei quali di area marina (Mar Grande e Mar Piccolo) per uno sviluppo costiero di 17 km.

Per le aree private (22 kmq), le caratterizzazioni sono state effettuate per circa il 80 %, delle imprese interessate, grandi aziende in primo luogo. Ma si tratta di  procedure spesso ancora non del tutto definite in sede di conferenza dei servizi per prescrizioni ancora pendenti sui piani presentati.

Per il suolo, secondo il piano stralcio delle bonifiche della Regione Puglia (delib. C. R. 39/2011), su circa 7000 campioni sinora prelevati dalle attività di caratterizzazione (per 15,5 kmq) i superamenti della CSC sono stati del 3% e  dovuti soprattutto alla presenza di idrocarburi (60 %) e metalli pesanti.

Le aree demaniali di competenza  dell'Autorità Portuale, per un'estensione di 3,3 kmq, sono ancora in attesa di caratterizzazione per i vari sporgenti (66% dell'area portuale)  in concessione a vari gestori (Ilva, ENI, Cementir, TCT). Presentati ed in parte approvati, invece, i piani per la parte retrostante degli stessi. Complessivamente, per le aree pubbliche il PDC non è stato presentato per ben il 60 % dell'estensione areale ( tra cui “Salina Grande” e canale d’Ajedda).

Per le aree marine sotto gestione commissariale, il piano di caratterizzazione è stato redatto dall'ICRAM (preliminare nella CDS 18.4.2003) ed approvato, con successive integrazioni, nel dicembre 2006. A questa data le quattro aree interessate risultano caratterizzate. Nel Mar Piccolo il lotto interessato è sito nelle adiacenze dell'arsenale militare per un’estensione di 170 ha. A seguito degli allarmanti valori riscontrati nei sedimenti esaminati, il Ministero dell'Ambiente ha prescritto l'attivazione della messa in sicurezza di emergenza. Il dragaggio è stato però bloccato per l'opposizione di mitilicoltori ed associazioni ambientaliste per le ripercussioni negative che avrebbe comportato sulla tradizionale attività della mitilicoltura e per lacune riscontrate nella metodologia di analisi adottata. Tra agosto 2009 e maggio 2010 è stata eseguita ulteriore caratterizzazione, prevista dal piano ICRAM, per le aree marine "Ovest Punta Rondinella" e  “2° lotto Mar grande". L’intervento è stato effettuato dal SIAP (Sviluppo Italia Aree Produttive), avvalendosi dell'apporto della stessa ICRAM. Attualmente è in corso la validazione, da parte dell'Arpa Puglia,  del 10 % dei campioni prelevati. Nel merito, sono emerse varie criticità in termini di superamento del valore di intervento per la presenza, nei sedimenti del “2° lotto Mar Grande”, di Mercurio (anche superiori alle tabelle D.Lgs 152/2006) e zinco e, in misura minore, di Rame, Piombo ed Arsenico; in maniera sporadica di IPA ed Idrocarburi totali. In Mar Piccolo molto diffusa è la contaminazione (superiore ai valori di intervento e soprattutto nel 1° seno)  da metalli pesanti ed in particolare Mercurio (anche qui ,superiori alle tabelle D.Lgs 152/2006), Zinco, Rame, Piombo, Arsenico. Meno presenti i composti organici, ma con  superamento del valore di intervento da parte di PCB ed IPA. Altre criticità sono dovute alla presenza di composti organo stannici e, nei sedimenti superficiali, di diossine, furani e PCB diossina simili. Riscontrate contaminazioni meno diffuse, con qualche superamento, da parte di pesticidi organo clorurati (DDT).

Da rilevare come attualmente siano in vigore due ordinanze di divieto di pascolo nelle aree incolte nel raggio di 20 km dall'area industriale e di coltivazione dei mitili nel 1° seno del Mar Piccolo. La prima è della Presidenza della Giunta Regionale (n. 176 del 23.02.2010), l'altra del Sindaco di Taranto del luglio 2011. I provvedimenti si sono resi necessari per la presenza, in quantità difformi, di diossina e di PCB in capi di allevamento (circa 2000 sinora abbattuti), in alimenti vari 8 fegati, formaggi, uova) e nei mitili.

STABILIMENTO SIDERURGICO ILVA

L'area dell'Ilva inclusa nel SIN è di circa 1000 ettari : di cui 9.930.000 mq occupate dalle attività industriali dell'ILVA -ILT e circa 52.000 mq dalla SANAC.

L’intera procedura, pur essendo stata avviata da un decennio, risente di forti ritardi. La caratterizzazione, dopo la  rimodulazione dei risultati delle analisi seguita all’entrata in vigore del D.L.gs n. 152/2006, non è stata ancora approvata definitivamente; conseguentemente neanche l’analisi di rischio. In tale contesto non si è proceduto agli interventi di messa in sicurezza ed alla definizione di quelli di bonifica.

Nel dettaglio, il  piano di caratterizzazione è stato approvato nella conferenza dei servizi decisoria del 17.12.2003 e ripresentata in quella del 1.8.2007. Ma nella conferenza dei servizi del 15.03.2011 è stato ritenuto ancora incompleto e si è quindi prescritto all’azienda la rielaborazione delle Analisi di rischio. Operazione, quest'ultima, propedeutica perdefinire inuovi valori soglia per la rimodulazione degli obiettivi di bonifica presentati nel 2006. I dati comunque a disposizione sono stati ritenuti a livello di emergenza per quanto riguarda lo stato di contaminazione delle acque di falda superficiale e profonda. A più riprese sono stati così imposti  all’Ilva interventi di messa in sicurezza d’emergenza (mise) anche tramite confinamento fisico. Prescrizioni assunte dal Ministero dell’Ambiente in ordine alle decisioni scaturite da varie conferenze dei servizi decisorie (dalla prima del 19.10.2006 a quella del 15.03.2011),  alle quali l’Ilva si è sempre opposta con ricorsi al Tar. Le ordinanze di sospensiva, di volta in volta emanate, richiamano simili provvedimenti emanati in altre sedi giurisdizionali. La prescrizione,  essendo considerata di carattere strutturale e quindi non rientrante tra gli interventi proponibili come mise, nonché per la sua particolare onerosità di esecuzione, è stata ritenuta illegittima per la mancata chiusura della fase istruttoria e l’assenza di elementi di comparazione tra varie soluzioni. Per far fronte alla situazione profilatasi, lo stesso Ministero nel 2011 ha adottato procedura di sostituzione dell’azienda affidando alla SOGESID, con apposita convenzione, la progettazione preliminare dell’intervento per la messa in sicurezza  e bonifica della falda acquifera. Si è in attesa di sentenza conclusiva da parte del TAR Lecce.

  In conformità al  piano di caratterizzazione  sono stati eseguiti 1997 sondaggi per complessivi 5906 campioni. I sondaggi effettuati sul terreno sono stati 1.616 con 5421 campioni da cui sono stati rilevati sorprendentemente solo 16 superamenti delle CSC tabellate pari allo 0,29 % del totale. Indagini supplementari a fondo foro su terreno  hanno rilevato un superamento per arsenico ed uno per mercurio. Per le rilevazioni “top soil” sono state sono stati utilizzati 485 campioni riscontrando un superamento per la diossina e nessuno per amianto e PCB. L'Arpa ha validato le analisi di caratterizzazione del terreno mentre per falda e top soil la verifica non è stata ancora eseguita.

I superamenti delle CSC sul terreno sono relativi a mercurio (5 casi), zinco (3), arsenico (3), cromo totale (3), piombo (2), IPA (2).  Per la falda sono stati sono stati realizzati n. 250 piezometri superficiali (244 campionati) dei quali 31 risultano esenti da superamenti delle CSC, n. 73 per un solo parametro, n. 60 per due parametri, n. 83 per tre o più parametri. I superamenti dei valori limite di accettabilità sono inerenti  alla presenza di manganese (176 campioni), ferro (95 campioni), alluminio (40), arsenico (25), cianuri totali (21),benzopirene (18), nichel (15), cromo esavalente (10), mercurio (1).  Nell’ambito delle attività di caratterizzazione delle acque profonde sono stati realizzati 145 piezometri profondi (144 campionati) : 55 risultano esenti da superamenti delle CSC, n. 38 per un solo piezometro, n. 28 per due parametri, n. 22 per tre o più parametri. I superamenti dei valori limite di accettabilità sono riconducibili alla presenza di piombo (41), ferro e manganese (33), tricloroetano ed alluminio (16), tetracloroetilene (14), cromo totale e nichel (4), arsenico e benzopirene (3)..”

RAFFINERIA ENI

  Alla caratterizzazione del sito (CDF decisorie di aprile  - dicembre 2004) sono seguite le approvazioni del progetto definitivo di bonifica delle acque di falda (aprile 2004) aggiornato con  variante del luglio 2007 e quello di suolo e sottosuolo approvato nel marzo 2006 ed autorizzato con D.M. del 27 luglio 2007. Dalla caratterizzazione del terreno interno allo stabilimento si sono evidenziate anomalie e superamenti delle CSC per le concentrazioni di arsenico, piombo, idrocarburi totali ed aromatici con una sola segnalazione di hot - spot. Dalla caratterizzazione della falda superficiale  si sono riscontrate anomalie per presenza di metalli, piombo, nichel, cromo totale, arsenico, selenio, idrocarburi totali ed aromatici, MTBE (hot spot in area impianti a nord dello stabilimento e zona serbatoi deposito). Gli hot spot individuati sono otto, di cui cinque intercettati dagli sbarramenti idraulici realizzati con la bonifica, gli altri tre interessati a misure di messa in sicurezza di emergenza con sistema "Pump & treat" (trattamento acqua di falda unito a quello delle acque di processo con conseguente recupero). Sistema questo che, per l'insufficienza dei risultati raggiunti, subisce una variante in sede conferenza dei servizi decisoria del 15 gennaio 2008.sulla base di un progetto definitivo di bonifica presentato dall'azienda nel 2007. Il trattamento delle acque di falda e di processo viene separato, il sistema potenziato (pretrattamento aggiuntivo, treni di absorbitori a carboni attivi, ultrafiltrazione, osmosi inversa) e le acque recuperate per produrre vapore a disposizione della centrale Enipower. Non risulta ancora effettuata la bonifica di un'area interessata alla fuoriuscita di circa 30mila mc di gasolio da un serbatoio nel maggio 2006.

Nella CDF decisoria del 24 febbraio 2011 l'azienda viene ripresa per gli " ingiustificati ritardi  e l'inerzia ..nell'adozione dei necessari, urgenti interventi di messa in sicurezza della falda c/o suolo" inerenti alcuni incidenti accaduti nel 2010 (perdite idrocarburi).

CEMENTIR

Il piano di caratterizzazione del sito ( 38 ha), con relative integrazioni, è stato approvato nella CDS decisoria del 22.04.2004. Dalle analisi dei campioni prelevati non sono state riscontrate contaminazioni del suolo superiori al CSC, mentre per la falda  i superamenti sono stati inerenti ai parametri Solfati e Ferro e, con le nuove indagini prescritte, anche per Rame e Piombo. In corso è un monitoraggio suppletivo, concordato con Arpa Puglia e con la realizzazione di due nuovi piezometri, per verificare l'origine della contaminazione di Composti Organici Aromatici ed Idrocarburi totali rilevati in quantità superiore al CSC precedentemente rilevati in piezometri collocati in prossimità dell'ENI e ritenuta non riconducibile all'attività del cementificio.

di Leo Corvace

 

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