Martedì, 20 Novembre 2012 17:47

Ai Ministri Clini, Passera e Severino

CAMERA DEI DEPUTATI

Resoconti - Seduta n. 605 di giovedì 15 marzo 2012

Svolgimento di interpellanze urgenti (ore 13,50).

(Elementi ed iniziative di competenza in relazione agli sviluppi delle indagini sulle emissioni di sostanze pericolose ed inquinanti da parte dello stabilimento Ilva di Taranto - n. 2-01400 Bratti,, Vico, Mariani, Franceschini).

PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare, Tullio Fanelli, ha facoltà di rispondere.

TULLIO FANELLI, Sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio e del mare. Signor Presidente, in risposta all'interpellanza urgente n. 2-01400 dell'onorevole Bratti ed altri, si forniscono i seguenti elementi di risposta. La procura della Repubblica di Taranto, a seguito delle risultanze di un prolungato monitoraggio effettuato dal Reparto NOE di Lecce, ha inquisito i vertici aziendali dell'ILVA, Emilio e Nicola Riva, nonché i dirigenti del locale stabilimento per disastro doloso Pag. 169e/o colposo, avvelenamento di terreni e sostanze alimentari, omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro, il danneggiamento aggravato, il getto e lo sversamento di sostanze pericolose, nonché la violazione della normativa in materia di inquinamento ambientale.
In conseguenza di ciò, il GIP ha disposto una consulenza tecnica multidisciplinare per l'espletamento di due perizie: l'una epidemiologica sulle emissioni dello stabilimento, l'altra concernente gli effetti dell'esposizione ambientale ed occupazionale sulla morbosità e mortalità della popolazione di Taranto e del suo hinterland. La complessa situazione ha, tra l'altro, indotto il procuratore della Repubblica ad indirizzare, lo scorso 2 febbraio, al Ministero dell'ambiente, alla regione Puglia, alla provincia ed al comune di Taranto, una missiva in cui, nell'illustrare la delicatezza della vicenda, ha sensibilizzato ciascuno all'esercizio delle rispettive competenze. La prima perizia, oggetto di incidente probatorio svoltosi lo scorso 17 febbraio, ha evidenziato, al momento degli accertamenti effettuati dagli organi di controllo e con riferimento alle emissioni di diossine, benzo(a)pirene, PCB e polveri minerali, il mancato rispetto delle procedure previste dalla normativa nazionale e regionale. Inoltre, nella maggioranza delle aree e/o delle fasi di processo, è risultata una emissione di inquinanti superiore a quella che avverrebbe in caso di adozione da parte della ILVA delle BAT (Best available technology) con la performance migliore come stabilito dal BREF.
La seconda perizia, depositata il 1o marzo, sarà oggetto di incidente probatorio il prossimo 30 marzo; agli esperti, nominati dal tribunale di Taranto, sono stati rivolti tre specifici quesiti riguardanti le patologie, i decessi ed i ricoveri annuali riconducibili alle emissioni inquinanti, nonché l'impatto delle medesime sulle patologie croniche. Entrambe le perizie hanno avuto una ulteriore risonanza sull'opinione pubblica, alimentando le preoccupazioni già diffuse nella popolazione e sollevando proteste da parte delle associazioni ambientaliste. Il Ministero dell'ambiente, acquisite le perizie, ha provveduto ad inoltrarle alla Commissione istruttoria per l'AIA-IPPC al fine di verificare se esse contengano effettivamente elementi di novità tali da giustificare l'avvio del riesame del provvedimento di Autorizzazione integrata ambientale già rilasciato.
Al riguardo, è opportuno precisare che gli elementi, contenuti nelle citate perizie, che hanno destato preoccupazione nella procura, non riguardano tanto le sostanze che compongono le emissioni dell'impianto (già ben note e tipiche dell'attività condotta), quanto gli effetti sull'ambiente e sulla salute determinati dalle quantità e modalità di rilascio degli inquinanti. In merito all'aspetto sanitario, il sindaco di Taranto ha provveduto, in esito alla segnalazione del procuratore della Repubblica, ad emanare un'apposita ordinanza con prescrizioni a carico dell'ILVA, ritenendo sussistenti le condizioni di eccezionale ed urgente necessità della salute pubblica e dell'ambiente, senza peraltro esercitare la facoltà di richiedere (come espressamente previsto dalla legge in tali casi) il riesame dell'AIA ministeriale.
L'ARPA Puglia, con nota del lo febbraio 2012, ha reso noto un distinto e diverso studio riguardante i risultati del monitoraggio diagnostico del benzo(a)pirene a Taranto; alla luce di tali elementi il presidente della regione Puglia ha inviato una lettera al Ministro Clini, con nota del 5 marzo 2012, con la quale ha richiesto l'avvio del riesame dell'AIA rilasciata.

In seguito a tale richiesta, il Ministro, tempestivamente, ha convenuto di programmare un incontro con il presidente della Regione Puglia ed il sindaco di Taranto per esaminare congiuntamente la situazione e concordare le iniziative da adottare, tra cui il riesame dell'AIA, incontro che si è svolto nella giornata di ieri, 14 marzo 2012 a Bari. Il Ministro Clini, il presidente della regione Puglia, Nichi Vendola, e il sindaco di Taranto, Ippazio Stefano, hanno concordato di avviare il riesame complessivo dell'AIA rilasciata il 4 agosto ultimo scorso per lo stabilimento dell'Ilva di Taranto sulla base delle «BAT Conclusion» per il settore siderurgico, conclusioni recentemente pubblicate sulla Gazzetta ufficiale europea in esito ad una decisione della Commissione europea. Gli obiettivi prioritari prefissati sono l'inquinamento da polveri sottili e quello da idrocarburi policiclici aromatici, cercando soluzioni che siano compatibili con la continuità produttiva e con la riqualificazione e il miglioramento delle attività produttive. Sarà svolto un lavoro puntuale di ricognizione delle soluzioni tecnologiche e organizzative che possono ridurre le cause di inquinamento di sorgenti di rischio che sono evidenziate nelle perizie e che emergono anche dal monitoraggio effettuato a valle dall'autorizzazione integrata ambientale.
Va notato che oggi è disponibile un elemento in più al quale fare riferimento perché è, appunto, entrata in vigore la nuova normativa tecnica di riferimento europeo che stabilisce le migliori tecnologie disponibili per l'attività industriali in Europa che sono anche il riferimento obbligatorio per le procedure di autorizzazione. Già nei prossimi giorni si svolgerà una riunione tecnica per esaminare le azioni che consentano concretamente di avviare il processo di messa in sicurezza e di bonifica dei siti industriali e delle altre aree comprese nel sito di interesse nazionale dì Taranto.

PRESIDENTE. L'onorevole Vico, cofirmatario dell'interpellanza, ha facoltà di replicare.

LUDOVICO VICO. Signor Presidente, onorevole sottosegretario, ho ascoltato con attenzione la risposta all'interpellanza. Mi permetterò rapidissimamente di rappresentare ad ella, al Ministro e al Governo italiano di quale contesto stiamo parlando, da cui ritengo non si possa assolutamente prescindere. Taranto è una città industriale al servizio dell'economia nazionale, voluta dai Governi post-unitari fino ai giorni nostri. Fin dalla fine del 1800 nasce l'arsenale della Marina militare ancora operativo; durante il Fascismo si sviluppa la cantieristica sia militare che civile e nel secondo dopoguerra si aggiungono l'acciaio pubblico, il cemento pubblico e la raffinazione pubblica. Solo nella seconda metà degli anni Novanta del secolo passato, l'acciaio e il cemento vengono privatizzati e, negli ultimi 15 anni, in questa grande città, accanto al porto industriale si è aggiunto positivamente il porto hub di transhipment e, infine, il grande stabilimento di avionica di Alenia che costruisce parti del boeing 787 dreamliner. Insomma, se mi consente, onorevole sottosegretario, nel sistema industriale di Taranto lavorano circa 30 mila persone, di cui 14 mila solo in Ilva. E, allora, mi permetto  di chiedere che si adotti un giusto  approccio da parte del  Governo per costruire un positivo rapporto tra il legislatore, le rappresentanze territoriali ed il Governo medesimo, sia in quest'Aula che ad altri livelli al fine di affrontare la vicenda in essere. Cosa  che il Ministro Clini, mi pare, abbia  già avviato.

Stiamo parlando della storia di una città industriale italiana, che si chiama Taranto. Spero, perciò, di essere stato sommariamente sufficiente nella rappresentazione del contesto, perché dentro quel contesto le questioni che sono davanti a noi, ( come poste dall'interpellanza urgente), hanno bisogno delle giuste soluzioni.
L'evento congiunturale dentro il contesto è in capo all'autorità giudiziaria. Esso avrà i suoi esiti e i suoi sviluppi in ordine agli incidenti probatori già conclusi e a quelli che sono ancora in corso.

Per parte nostra , il punto che nella replica mi permetto di riproporre al Governo è la seguente: è decisivo, nonché importante, che si annunci, in ordine alle novità provenienti dall’autorità giudiziaria rappresentate dalle perizie chimica ed epidemiologica , che esistono le condizioni reali e concrete per la riapertura e l'autorizzazione AIA..
Penso in questo momento, che la sua  dichiarazione di avviare il riesame dellAIA   sia una risposta importante per affrontare le questioni ( in quella città italiana e industriale che si chiama Taranto) ed il grande problema di come portare a sintesi positiva il diritto alla salute e il diritto al lavoro. Questo è il punto più delicato , l’auspicio degli interpellanti ,  l'annuncio della riapertura dell'AIA, che restituirebbe all'intera comunità di chi lavora e di chi vive in quel territorio gli elementi dell'impegno delle istituzioni e del rispetto delle leggi e ovviamente anche della nuova normativa europea a cui lei ha fatto riferimento.
Tuttavia mi permetto già di porre in agenda, oltre alle richieste avanzate dal presidente della regione, dal sindaco di Taranto e dal presidente della provincia nel più recente incontro di ieri, la necessità di addivenire ad un coordinamento tra il suo dicastero e quello dello sviluppo economico al fine di avere davanti in maniera esplicita e chiara gli elementi asimmetrici e di contraddizione non solo in relazione all'AIA che si riapre, ma in ordine alle tante questioni antiche alle quali l'onorevole Mariani nelle sue conclusioni ha fatto riferimento che appunto si chiamano bonifiche e aggiungerei anche i dragaggi. Ma non è questa la sede più adatta se non quella di richiamare alla nostra memoria una serie di questioni che sono l'agenda del Governo Monti, del Governo italiano e dei suoi Ministeri, soprattutto in quella città che diviene il simbolo italiano e industriale. Mi permetto di dire, apprezzando le conclusioni di cui ella ha fatta menzione, che stiamo parlando del simbolo del rapporto tra istituzioni e comunità, tra politica e comunità, tra lavoro e ambiente, tra industria e salute. Non c'è nulla di retorico nelle mie parole, ma soltanto un auspicio cui teniamo e a cui penso che come gruppo del PD lavoreremo, ma non è esclusivo patrimonio del gruppo del PD (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

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