Giovedì, 09 Novembre 2017 08:02

La battaglia dei parchi minerali, tra anticipi virtuali e posticipi reali.

"Qualunque intervento che renda immediate le operazioni di copertura dei parchi minerali non può che vederci favorevoli. E' una delle misure che chiediamo da tantissimi anni, da quando la famiglia Riva ci rispondeva che non era possibile perché costava troppo, quindi è ovvio che noi siamo favorevoli a qualunque intervento che consenta di cominciare da subito la copertura ,ma nessuno può parlare di una anticipazione"
Questa la presa di posizione di Lunetta Franco,  Presidente di LegambienteTaranto dopo l'annuncio dell'avvio - da parte dei Commissari Ilva- delle attività propedeutiche alla copertura dei Parchi Minerali il cui effettivo cantiere dovrebbe vedere la luce a febbraio del 2018 .
"La precedente Aia, infatti, prevedeva 28 mesi per la realizzazione della copertura dei parchi minerali; attualmente sono invece previsti 36 mesi che decorrerebbero a questo punto da febbraio del 2018 con termine dei lavori a tre anni, quindi a febbraio 2021. Non siamo quindi di fronte ad una anticipazione rispetto ai tempi previsti dalla precedente AIA" continua Lunetta Franco "e non si capisce perché siano necessari oggi 36 mesi quando i 28 indicati allora comprendevano anche i tempi relativi alle autorizzazioni - che attualmente sono state tutte rilasciate - e i tempi relativi a possibili problematiche su singoli aspetti anche queste eliminate dal nuovo decreto. Non solo: i tecnici Ilva nei report diffusi durante le procedure di vendita indicavano in 24 mesi il tempo necessario per la copertura dei parchi minerali e restiamo, invece, a 36! Noi crediamo quindi che sia possibile accelerare effettivamente i tempi per la copertura e continueremo a spingere in questo senso e a vigilare affinchè agli annunci seguano i fatti. Quella sui parchi è una battaglia che dura da anni e che la città deve vincere".
"D'altro canto, nelle more della copertura sono necessari, a nostro avviso, provvedimenti che comunque riducano ulteriormente  l'impatto dei Wind days che non possono essere scaricati sulla popolazione di Taranto e soprattutto su quella residente nel quartiere Tamburi. Noi abbiamo chiesto delle misure durante i wind days affinché venga posto a carico dell'azienda e non della popolazione di Taranto l'onere di ridurre l'impatto degli inquinanti . Continuiamo a chiederle" aggiunge la Presidente di Legambiente Taranto per poi concludere "Un capitolo a parte che va aperto è quello della bonifica: ci sono centinaia di milioni disponibili, rivenienti dalla transazione con la famiglia Riva, ma a tutt'oggi né il governo né i commissari hanno detto nulla sul modo e sui tempi , sul dove, come, quando questi soldi verranno spesi . Si tratta di cifre consistenti per le quali noi chiediamo che da subito vengono fornite indicazioni precise, un dettagliato cronoprogramma. In maniera tale che effettivamente vengano spesi per il risanamento delle matrici ambientali inquinate dall'azienda siderurgica"

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