Lunedì, 14 Gennaio 2013 13:22

Una riflessione sul cosiddetto decreto "salva Ilva"



Al di là della legittimità costituzionale e dei contenuti tecnici e sanitari, ancora una volta si introducono compiti a carico dell'ARPA ma, con l'art. 3 bis (introdotto dalla legge di conversione), si stabilisce quanto segue:

Art. 3-bis. (Piano sanitario straordinario in favore del territorio della provincia di Taranto).
- 1. Al fine di contrastare le criticita' sanitarie riscontrate in base alle evidenze epidemiologiche nel territorio della provincia di Taranto, per il triennio 2013-2015, e' sospesa, nel limite di spesa di 10 milioni di euro annui, con riferimento all'azienda sanitaria locale di Taranto, l'applicazione:
a) delle disposizioni relative alla limitazione del turn-over e al rispetto del vincolo di cui all'articolo 2, comma 71, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, e alla limitazione di cui all'articolo 9, comma 28, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e successive modificazioni; ecc. ecc. ecc.

Dato che il decreto, l'AIA e tutto il contesto pongono in capo ad ARPA una serie di attività, pesanti e indispensabili, cui fa riscontro una dotazione di personale assolutamente insufficiente, ulteriormente limitata dal blocco del turn-over e particolarmente critica a Taranto, perché ad ARPA non è stata, pure, estesa la deroga?

Lasciamo la domanda priva di risposta.
Ma ci aspetteremmo che, al di fuori delle polemiche, qualcuno capisse l'importanza dell'ARPA quale organo di controllo, ed il fatto che limitarne i mezzi si traduce inevitabilmente nel limitarne l'azione
 

 

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