Giovedì, 18 Ottobre 2012 18:49

Presentazione rapporto ISPRA

“L’aumento della produzione di rifiuti e la discarica come principale opzione di gestione sono due emergenze che l’Italia deve affrontare subito. Per risolverle serve il coraggio della politica, sia a livello nazionale che a livello locale”. Così il vice presidente di Legambiente Stefano Ciafani nel commentare i dati del rapporto rifiuti 2012 dell’Ispra, che evidenziano un aumento della produzione nazionale di rifiuti urbani e il corposo ricorso alla discarica come forma di smaltimento.

“Per ridurre i conferimenti in discarica - dice Ciafani - i Comuni italiani, a partire dalle grandi città,devono massimizzare il riciclaggio e quindi adottare i sistemi di raccolta domiciliare, anche della frazione oganica domestica. Come è stato già fatto, con risultati superiori al 65% in tutta Salerno, in alcuni quartieri di Torino, Napoli o Palermo e come ha deciso di fare anche Milano entro il 2014”.

“La politica nazionale – prosegue il vice presidente di Legambiente - da parte sua deve essere piùcoraggiosa quando si approvano o modificano le norme sui rifiuti. Occorre evitare di ripetere quanto fatto negli ultimi 15 anni, in cui sono stati sempre prorogati sia l’obbligo di passaggio dalla vecchia tassa alla tariffa (uno strumento fondamentale per ridurre i quantitativi di rifiuti prodotti dalle famiglie), sia il divieto di smaltimento in discarica dei rifiuti non pre trattati (un’opzione che avrebbe da una parte ridotto i quantitativi smaltiti in discarica, riducendone il carico inquinante, e dall’altra avrebbe aumentato il costo di smaltimento in questi impianti)”.

Per combattere il ricorso massiccio alla discarica, il Parlamento modifichi la legge del 1995 che istituisce l’ecotassa sullo smaltimento dei rifiuti sottoterra, il cui tetto massimo è, ancora oggi, di 25 euro per tonnellata. L’abolizione del tetto massimo darebbe alle Regioni più coraggiose la possibilitàdi fissare una sovratassa più alta, utilizzando la maggior parte dei proventi dell’ecotassa per investimenti nel riciclaggio da raccolta differenziata e nelle pratiche di prevenzione rifiuti.

Per altro, ricorda Legambiente, il ministero dell’Ambiente deve presentare il suo Programma nazionale di prevenzione entro la fine dell’anno, come previsto dalla direttiva europea.

“Il ministero coinvolga tutti gli attori - conclude Ciafani - dal mondo della produzione e della distribuzione, alle associazioni di cittadini, per fare in modo che quel programma sia una vera roadmap affinché l’Italia riduca la produzione di rifiuti, com’è riuscita a fare la Germania, utilizzando anche la leva economica”.

 

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