Giovedì, 09 Marzo 2017 20:44

Riciclare, trasformare, innovare: ecco i campioni pugliesi dell'economia circolare

C'è chi dà nuova vita al cartone, riciclandolo e trasformandolo in arredamenti dal design sempre più apprezzato o chi consente di realizzare parco giochi e impianti sportivi recuperando pneumatici fuori uso che altrimenti finirebbero in discarica o peggio ancora abbandonati lungo le strade. Quello che prima era un semplice rifiuto oggi sempre più è una risorsa che rinasce a nuova vita, grazie a impianti all'avanguardia o soluzioni innovative come quella di un semplice sacchetto per contenere i rifiuti dotato di un microchip che permette di tracciare il loro percorso dal momento in cui vengono buttati nel cestino sino all'arrivo agli impianti. Con l'obiettivo di ridurre sempre più il conferimento in discarica, grazie anche a buone pratiche come quella di promuovere differenziata e riduzione di rifiuti anche durante sagre, feste e concerti.

Sono solo alcune delle storie e opportunità dell'economia circolare, un'economia che fa bene al Paese, come dimostrano i dati diffusi dalla Commissione Europea al riguardo: si parla infatti di 580 mila posti di lavoro stimati in Europa entro il 2030 con il raggiungimento degli obiettivi del pacchetto sull'economia circolare. Un risparmio annuo di 72 miliardi di euro per le imprese europee grazie ad un uso più efficiente delle risorse e quindi ad una riduzione delle importazioni di materie prime. In Italia possono essere creati almeno 190 mila nuovi posti di lavoro.

Mentre in Europa è centrale il dibattito sull'economia circolare, in Puglia, l'economia lineare la fa ancora da padrona e lo dimostrano la  raccolta differenziata, ferma al 36,2%, e l'elevata quantità di rifiuti urbani conferiti in discarica, pari al 52%,  Fortunatamente, non mancano le esperienze virtuose anche nella nostra regione: ecco i sei campioni pugliesi dell'Economia circolare. .

Promuovere la riduzione dei rifiuti, l'attuazione della raccolta differenziata per la separazione, lavorazione, riciclaggio e valorizzazione delle biomasse ed in genere delle frazioni organiche compostabili è la mission del CIC, il Consorzio Italiano Compostatori, una struttura senza fini di lucro che conta circa centoventi soci. Tra questi la Progeva di  Laterza che gestisce uno degli impianti di compostaggio più importanti del centro-sud Italia,  attualmente autorizzato al trattamento di 45.000 t/anno di frazioni organiche di rifiuti per la produzione di Ammendante Compostato Misto, ottenuto attraverso un processo di trasformazione e stabilizzazione controllato di rifiuti organici.  L'impegno dei compostatori del CIC consiste non solo nell'operare nel rispetto scrupoloso delle norme, ma anche nell'essere alla costante ricerca di soluzioni improntate verso la minimizzazione dell'impatto ambientale degli impianti e un elevato standard qualitativo dei prodotti ottenuti, producendo biogas oltre che il compost impiegato in agricoltura e nel florovivaismo. L'ultima frontiera del settore è l'upgrading del biogas a biometano, un biocarburante che può essere impiegato nella sostituzione di carburanti fossili e risponde in modo ancora più efficiente ai principi dell'economia circolare.

Ovviamente i vantaggi offerti oggi dalla tecnologia possono contribuire notevolmente alla raccolta differenziata. Da questa filosofia ad esempio nasce la Radiobag, l'innovazione dell'azienda Sfregola materie plastiche di Barletta. Si tratta di un sacchetto per i rifiuti con all'interno un microchip. Un brevetto che permette a pubbliche amministrazioni, municipalizzate (oltre 40 i Comuni che ne usufruiscono) e società di raccolta, di tracciare il percorso dei rifiuti dal momento in cui vengono buttati nel cestino sino all'arrivo agli impianti. Non solo con microchip, la Sfregola produce anche sacchetti biodegradabili per la raccolta differenziata, multi-materiale, "porta a porta", quella per i rifiuti solidi urbani, organici, chimici e speciali.

L'azienda Corvasce ha, invece, come obiettivo quello di ridare nuova vita al cartone, riciclandolo in arredamento di design. Un'innovazione introdotta nel 2009 con il progetto Ecomobile, per il quale ogni anno vengono impiegate quasi 22mila lastre di cartone riciclato. Alla sua nascita, oltre 30 anni fa, l'azienda di Barletta si occupava di Serigrafia industriale, poi nel 1992 il passaggio al mondo della stampa digitale, congiunta al settore dell'arredamento e del design. Oggi, con il cartone riciclato Corvasce produce non solo mobili, ma anche contenitori, espositori e arredi utilizzati in fiere e negozi.

Ripristinare i pneumatici dalla loro carcassa o riciclare i materiali di quelli fuori uso è, invece, la mission di Corgom, azienda dall'anima pugliese fin dal nome: è un acronimo di Corato Gomme. Proprio nella città della provincia barese è stata inaugurata alla fine degli anni '70 e da allora è sempre rimasta fedele non solo alla sua terra, ma anche alla sua missione di trasformare in un business il riuso dei pneumatici. Basti pensare che per costruirne uno nuovo per autocarro servono 100 litri di petrolio. Riciclo è da sempre per Corgom una parola importante: quando un pneumatico non si può più ripristinare, i materiali di cui è composto vengono ridotti di volume e riutilizzati per creare materiali da adoperare nel settore edilizio, sportivo e ludico.

La Teorema Spa, società fondata nel 1987 nella zona industriale di Capurso, è una delle più importanti società private attive nel campo dei servizi ambientali, delle bonifiche di siti contaminati, della realizzazione di opere pubbliche o private e nella realizzazione e manutenzione di infrastrutture stradali e autostradali. La Teorema ha anche realizzato un macchinario per la lavorazione e il recupero dei rifiuti solidi urbani provenienti dalla raccolta differenziata, come imballaggi in carta e cartone, plastica, vetro, alluminio e metallo.

Sagre, concerti, eventi culturali che, seppur piccoli, portano ad una grossa produzione di rifiuti in un tempo limitato, poiché richiamano grosse concentrazioni di persone in uno stesso luogo. Ecofesta è una certificazione volontaria per il riciclo dei rifiuti durante gli eventi: propone stoviglie biodegradabili, raccolta differenziata dei rifiuti organici che poi vengono trasformati in compost, monitorata da personale appositamente formato, infopoint verdi e distribuzione di ecogadget. Inoltre, al termine di ogni evento Ecofesta pianta alberi o acquista certificati verdi per ottenere una riduzione delle emissioni di Co2 prodotte (6773,51 kg quella risparmiata nel 2015). In tre anni Ecofesta ha ridotto l'impatto ambientale di oltre 100 eventi in 50 diversi comuni, con una raccolta differenziata in sagre, concerti ed altre manifestazioni culturali che ha toccato una media percentuale del 72% con picchi fino al 97%, riciclando oltre 15 tonnellate di rifiuti destinati alla discarica.

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