Lunedì, 22 Ottobre 2012 17:36

Diffida alle potature

Lavori di potatura eseguiti in PiazzaMadonna delle Grazie, via Nitti e via Principe Amedeo in Taranto

Formulo la presente in nome e per conto del circolo di Taranto di Legambiente, corrente in Taranto ed elettivamente domiciliato presso il mio studio ai fini della presente vertenza, il cui Presidente prof.ssa Lunetta FRANCO sottoscrive con me per ratifica e conferma, per significare quanto segue:

-          nei mesi di gennaio e ffebbraio 2012 sono stati eseguiti da addetti della Vs. azienda degli interventi di potatura degli alberi di Piazza Madonna delle Grazie, in via Niitti e in via Principe Amedeo in Taranto:  

-          tali interventi, oltre ad essere inopportuni per estensione a tutti gli alberi, intensità della chioma e per qualità delle opere (gli alberi di via Nitti, peraltro, erano già stati potati drasticamente lo scorso anno con la conseguente moria di diversi esemplari)e, è in disaccordo sia con il regolamento del verde pubblico comunale sia con le linee guida dell’European Arboricoltural Council (EAC);

-          il nostro esperto ha rilevato, altresì, che l’intervento ha creato un dannoso squilibrio della chioma degli alberi, avendo i tagli ridotto le fronde esistenti di oltre il 90%, mentre secondo la buona pratica forestale e le linee dell’EAC, la riduzione della chioma non dovrebbe mai asportare più del 30% del fogliame, ed inoltre le numerosissime ferite su branche pluriennali, non protette da mastici cicatrizzanti, provocheranno una forte stiimolazione sulle gemme dormienti, con conseguente veloce e disordinato accrescimento di rami male inseriti sul tronco, oggetto di danneggiamento da vento con possibile cedimento e caduta su mezzi e persone;

-           gli stessi interventi possono, nel tempo, condurre a carie e lesioni interne nel tronco delle piante interessate, avviando fenomeni di instabilità che possono portare anche alla caduta di interi esemplari arborei, con le conseguenti attribuzioni di responsabilità verso chi ha eseguito gli interventi di potatura e verso chi non ha vigilato affinché questa venga effettuata a regola d'arte;

-          da tanto, oltre che dalla non esecuzione ad arte dei tagli, consegue che, a parere dell’esperto, gli interventi in oggetto siano criticabili in quanto lesivi del benessere delle piante, dell’ottimale stato vegetativo e crescita delle stesse e non rispettosi dell’habit necessario all’avifauna esistente.

-          In considerazione del tipo di potature manifestatamente sbagliate, come indicato nel regolamento del verde pubblico del Comune di Taranto, risulta applicabile l'aricolo 6 ed il conseguente articolo 31, che indica come per ogni intervento di potatura mal eseguito sia prevista una sanzione variabile da 100 ad 800 € per esemplare arboreo, con possibilità di oblazione fissata in 200 € per albero. Non vi è dubbio che tali sanzioni siano applicabili nei casi considerati, ai danni dell' AMIU, per cui si richiede al Comune di Taranto la corretta applicazione del proprio stesso regolamento. La stessa AMIU potrà poi eventualmente rivalersi nei confronti dei dipendenti responsabili delle potature scorrette, qualora tali potature risultasseroeseguite in difformità rispetto alle indicazion fornite dalla Dirigenza.

-         sulla base dell'accaduto, al fine di porre un freno agli abusi sul verde pubblico, come previsto dall'art. 31 , comma 2 del Regolamento Comunale del Verde Pubblico, il Circolo di Taranto di Legambiente richiede espressamente la definizione di una convenzione scritta tra il Comune e l'Associazione stessa; tramite tale convenzione, a titolo totalmente gratuito ed avvalendosi della consulenza di Dottori Agronomi o Forestali regolarmente iscritti all'Ordine, l'Associazione potrà esercitare l'opportuna vigilanza sul rispetto dello stesso Regolamento del Verde, con possibilità di effettuare segnalazioni e constatazioni di violazione del Regolamento.

Tanto premesso, con la presente, in nome e per conto del circolo di Taranto di Legambiente, e nel superiore interesse del diritto alla tutela dell’ambiente della cittadinanza tarantina, Vi invito a voler fornire spiegazioni circa le modalità con cui gli interventi in questione siano stati programmati ed eseguiti, nonché Vi diffido, per il futuro, dal procedere ad interventi similari che potrebbero risultare lesivi della vegetazione e dell’avifauna locale, con riserva di ogni azione a tutela dei diritti dei cittadini.

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