Giovedì, 18 Ottobre 2012 18:47

Sanità pubblica a Taranto: interventi di sorveglianza ambientale, epidemiologica, e di prevenzione

Cosa sappiamo

1.Le emissioni di sostanze inquinanti dell’impianto siderurgico di Taranto sono state e sono ancora elevate (con emissioni convogliate e fuggitive). I controlli campionari e i sistemi di monitoraggio continui dell’ARPA Puglia hanno messo in evidenza negli anni diverse criticità relative alle concentrazioni di PM10 (al di fuori dai limiti di legge per i valori giornalieri nelle centraline del quartiere Tamburi), di benzo(a)pirene, e di diossine.

2.Le sostanze emesse alle concentrazioni riscontrate in aria ambiente producono effetti sanitari prevedibili sulla base delle conoscenze scientifiche disponibili: malattie dell’apparato cardiovascolare, respiratorio ed alcune forme tumorali. Il nesso eziologico è ben stabilito.

3.Gli effetti dell’inquinamento prodotto dall’impianto siderurgico di Taranto sono già conosciuti dalla Unione Europea. La Agenzia Europea per l’Ambiente (EEA) di Copenhagen  ha di recente stimato che il costo dell’impatto sanitario dello stabilimento ILVA è pari a 283-463 milioni di euro all’anno. La stima si basa su una procedura di risk assessment (http://www.eea.europa.eu/pressroom/newsreleases/industrial-air-pollution-cost-europe).

4.Gli studi epidemiologi su Taranto confermano quanto indicato dai risultati delle procedure di risk assesment. Le osservazioni sulla mortalità risalgono agli studi del’OMS negli anni ’90 con una chiara indicazione di un eccesso di mortalità totale e per tumori nella popolazione comunale rispetto alla regione. Tali risultati sono stati confermati per gli anni successivi dallo studio SENTIERI. Con la perizia epidemiologica (vedi in parte: Mataloni et al, 2012) è stato possibile valutare lo stato di salute della popolazione dei quartieri in prossimità dell’impianto (Tamburi, Borgo e Paolo VI). La compromissione sanitaria in questi quartieri è elevata, non solo per le patologie oncologiche, ma sopratutto per le patologie cardiovascolari e respiratorie.

5.Il quadro sanitario compromesso è attribuibile ad esposizioni ambientali, a condizioni sociali di deprivazione ed è il risultato di esposizioni professionali per lavorazioni che sono riconosciute a rischio (siderurgia, gruppo I per la IARC, e costruzioni meccaniche e navali).

Gli interventi

Le premesse

1.Le istituzioni centrali (ISPRA ed ISS) e le istituzioni locali (ARPA Puglia, Agenzia Sanitaria Regionale,  e ASL di Taranto) devono concertare la progettazione, gli obbiettivi  e la realizzazione di un piano di intervento.

2.Il piano non può prescindere dalle conoscenze ambientali ed epidemiologiche già prodotte con le osservazioni ambientali realizzate da Arpa Puglia,  dai risultati dello studio Sentieri, e delle indagini epidemiologiche sugli effetti a lungo e  a breve termine condotte nell’ambito dell’incidente probatorio effettuato nell’inchiesta sull’ILVA. Tali conoscenze motivano gli obbiettivi del piano.

3.Come in altri contesti Italiani, anche in questo caso è cruciale prevedere

meccanismi di partecipazione alle attività di sorveglianza della popolazione e degli organismi di rappresentanza e di volontariato

4.L’ Autorizzazione Integrata Ambientale deve rappresentare un’opportunità da questo punto di vista.

Sorveglianza ambientale

La sorveglianza ambientale mira a valutare i cambiamenti temporali nella concentrazione ambientali degli inquinanti attraverso:

1.L’uso delle centraline di ARPA Puglia già esistenti per gli inquinanti convenzionali (incluso PM10 e PM2.5);

2.La caratterizzazione giornaliera della granulometria delle polveri e delle frazioni fini ed ultrafini;

3.La caratterizzazione giornaliera delle componenti  del particolato, inclusi solfati, nitrati, carbonio organico, carbonio elementare, e metalli (in considerazione dell’elevato quantitativo delle sostanze emesse);

4.La misura continua degli inquinanti organici persistenti (PCB, diossine e furani).

5.La realizzazione di modelli di dispersione degli inquinanti con l’attribuzione, attraverso stime modellistiche,  ad ogni punto del territorio dei livelli di concentrazione al suolo.

L’Emilia Romagna ha sviluppato per la propria regione un progetto di Super Sito che già contiene tutti gli elementi descritti.  

Sorveglianza epidemiologica

1.Mantenere la base informativa della coorte di popolazione (1998-2010), già arruolata e caratterizzata attraverso la perizia epidemiologica,  e continuare il follow-up.

2.Studiare gli effetti a breve termine (mortalità, ricoveri ospedalieri ed emergenza di pronto soccorso) con la metodologia indicata nella perizia epidemiologica. I dati di esposizione saranno anche quelli raccolti dalla sorveglianza ambientale innovativa;

3.Studiare gli eventi riproduttivi per gli anni pregressi e dopo gli interventi (nati pretermine, peso alla nascita, rapporto tra i sessi, ecc.)

4.Individuare un gruppo (panel) di soggetti suscettibili (bambini, BPCO, malattie cardiache)  da seguire con visite ripetute

5.Condurre uno studio trasversale di grandi dimensioni per caratterizzare la popolazione,le abitudini di vita, e il quadro cardiovascolare e respiratorio utilizzando anche il biomonitoraggio (specie per metalli ed inquinanti organici) con creazione di una bio-banca secondo criteri etici e sostenibili.

Interventi di prevenzione

1.Rafforzare tutti gli interventi di prevenzione primaria di provata efficacia (cessazione del fumo, programmi di controllo alimentare, riduzione dell’obesità, rischio cardiovascolare nelle aree più compromesse e con maggiore deprivazione.

2.Rafforzare tutti gli interventi di prevenzione secondaria di provata efficacia (screening tumore collo utero, mammella), specie nelle aree a più alta deprivazione.

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