Mercoledì, 21 Novembre 2012 12:51

Illumina il riciclo

La lampadina non funziona più e dovete sostituirla? Non gettatela via senza pensarci, è un rifiuto speciale e se viene disperso nell'ambiente può inquinare molto. A suggerirvi cosa è meglio fare saranno Legambiente ed Ecolamp (il Consorzio per il recupero e lo smaltimento delle sorgenti luminose a basso consumo esauste), che il prossimo week end dal 17 al 19 febbraio (e di nuovo dal 24 al 26) porteranno davanti a centri commerciali e supermercati la prima edizione di Illumina il riciclo, la campagna di sensibilizzazione sulla raccolta delle lampadine a basso consumo esauste. Per i due fine settimana, l'associazione e il consorzio organizzeranno dei punti informativi presso alcuni centri della grande distribuzione dove chiunque potrà ricevere informazioni sulla raccolta differenziata delle lampade fluorescenti esauste, rifiuti che contengono componenti tossiche ma possono essere riciclati fino al 95%.

Il primo appuntamento sarà a Milano, venerdì 17 febbraio, presso la Coop Palmanova di via Benadir mentre sabato 18 febbraio altri punti informativi si troveranno a Torino davanti all'Ipercoop Centro Commerciale Parco Dora di Via Livorno, a Bologna presso Leroy Merlin, V.le Tito Carnacini, 43, a Varese presso Leroy Merlin di Solbiate Arno, via del Lavoro 40, vicino Roma aCastel Nuovo di Porto presso l'Emmepiù, via Flaminia Km 27, a Anagni (FR) presso la SMA di Via Casilina e ancora a Senigallia (AN) presso l'Ipersimply, a Pescara presso l'Ipercoop all'interno del Centro Commerciale D'Abruzzo e a Potenza presso l'Iperfutura, via Isca del Pioppo.

"Un'iniziativa, quella che organizziamo con Ecolamp, che ci auguriamo possa riscuotere successo presso tutti i cittadini - ha dichiarato il direttore generale di Legambiente Rossella Muroni – perché la corretta raccolta differenziata è uno dei punti chiave per la soluzione del costante problema dell'aumento dei rifiuti e dell'inquinamento che ne consegue. In particolare l'aumento dei cosiddetti RAEE, rifiuti elettrici e elettronici come lampadine a basso consumo, pc, cellulari e elettrodomestici.Spesso – aggiunge il direttore di Legambiente – quando non funzionano più non sappiamo che farne,li accumuliamo in casa, li buttiamo nei cassonetti della raccolta indifferenziata o peggio li abbandoniamo in strada. Esiste invece - prosegue - una precisa normativa, molto rigorosa, che regolamenta la raccolta e lo smaltimento di questi oggetti, ma spesso i cittadini non ne sanno abbastanza o non la conoscono affatto. Con Illumina il riciclo vogliamo contribuire alla diffusione di queste informazioni e di conseguenza a quella di comportamenti corretti".

Tra le modalità previste dalla legge, ad esempio, c'è il cosiddetto sistema "uno contro uno", entrato in vigore il 18 giugno 2010, in base al quale si può consegnare la vecchia lampadina esausta direttamente al negozio dove se ne acquista una nuova. Sarà cura del rivenditore conferirla poi nel luogo adeguato allo smaltimento."La campagna informativa che stiamo realizzando con Legambiente si inserisce in una strategia ben precisa che il Consorzio Ecolamp sta portando avanti da diversi anni e che ci ha visti impegnati in maniera importante nell'organizzazione d'iniziative di carattere didattico ed educativo volte a raggiungere un numero sempre maggiore di consumatori, aziende, istituzioni e operatori del settore illuminotecnico con messaggi sull'importanza di trattare in maniera corretta le sorgenti luminose a basso consumo sia per evitare la dispersione in ambiente di sostanze nocive sia per poter recuperare materiali altamente riciclabili – dichiara Fabrizio D'Amico, Direttore Generale di Ecolamp – I numeri confermano che siamo sulla strada giusta: il 2011 si è concluso con un incremento del 13% nella quantità di sorgenti luminose a basso consumo raccolte in tutta Italia e il 2012 è incominciato in maniera positiva, con 175 tonnellate recuperate nelle prime sei settimane".Per il cittadino l'alternativa al nuovo acquisto è quella di portare la lampadina direttamente nelle isole ecologiche comunali dove ci sono gli appositi contenitori. Le isole ecologiche in tutt'Italia sono 3200 di cui Ecolamp ne presidia circa1700. Per facilitare i consumatori il Consorzio ha sviluppato anche un'applicazione per smartphone e tablet, l'Isola che c'è, scaricabile dal sito www.ecolamp.it, che consente la ricerca del centro di raccolta più vicino. Per gli installatori e i manutentori invece Ecolamp ha ideato alcuni servizi specifici, organizzando dei punti di raccolta convenzionati (i Collection Point) dove poter conferire direttamente e senza costi qualsiasi quantitativo di lampade esauste, oppure, per quantità oltre i 100 kg di sorgenti luminose esauste, il servizio Extralamp, grazie al quale Ecolamp fornisce gratuitamente gli imballi per confezionare sia le lampade compatte che i tubi fluorescenti e li ritira sempre in modo gratuito direttamente presso il magazzino.

Pubblicato in Rifiuti
Giovedì, 18 Ottobre 2012 18:49

Presentazione rapporto ISPRA

“L’aumento della produzione di rifiuti e la discarica come principale opzione di gestione sono due emergenze che l’Italia deve affrontare subito. Per risolverle serve il coraggio della politica, sia a livello nazionale che a livello locale”. Così il vice presidente di Legambiente Stefano Ciafani nel commentare i dati del rapporto rifiuti 2012 dell’Ispra, che evidenziano un aumento della produzione nazionale di rifiuti urbani e il corposo ricorso alla discarica come forma di smaltimento.

“Per ridurre i conferimenti in discarica - dice Ciafani - i Comuni italiani, a partire dalle grandi città,devono massimizzare il riciclaggio e quindi adottare i sistemi di raccolta domiciliare, anche della frazione oganica domestica. Come è stato già fatto, con risultati superiori al 65% in tutta Salerno, in alcuni quartieri di Torino, Napoli o Palermo e come ha deciso di fare anche Milano entro il 2014”.

“La politica nazionale – prosegue il vice presidente di Legambiente - da parte sua deve essere piùcoraggiosa quando si approvano o modificano le norme sui rifiuti. Occorre evitare di ripetere quanto fatto negli ultimi 15 anni, in cui sono stati sempre prorogati sia l’obbligo di passaggio dalla vecchia tassa alla tariffa (uno strumento fondamentale per ridurre i quantitativi di rifiuti prodotti dalle famiglie), sia il divieto di smaltimento in discarica dei rifiuti non pre trattati (un’opzione che avrebbe da una parte ridotto i quantitativi smaltiti in discarica, riducendone il carico inquinante, e dall’altra avrebbe aumentato il costo di smaltimento in questi impianti)”.

Per combattere il ricorso massiccio alla discarica, il Parlamento modifichi la legge del 1995 che istituisce l’ecotassa sullo smaltimento dei rifiuti sottoterra, il cui tetto massimo è, ancora oggi, di 25 euro per tonnellata. L’abolizione del tetto massimo darebbe alle Regioni più coraggiose la possibilitàdi fissare una sovratassa più alta, utilizzando la maggior parte dei proventi dell’ecotassa per investimenti nel riciclaggio da raccolta differenziata e nelle pratiche di prevenzione rifiuti.

Per altro, ricorda Legambiente, il ministero dell’Ambiente deve presentare il suo Programma nazionale di prevenzione entro la fine dell’anno, come previsto dalla direttiva europea.

“Il ministero coinvolga tutti gli attori - conclude Ciafani - dal mondo della produzione e della distribuzione, alle associazioni di cittadini, per fare in modo che quel programma sia una vera roadmap affinché l’Italia riduca la produzione di rifiuti, com’è riuscita a fare la Germania, utilizzando anche la leva economica”.

 

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