Temi
Martedì, 07 Agosto 2012 18:41
Legambiente ripropone i punti irrinunciabili per la riapertura dell’AIA concessa all’Ilva di Taranto
Si ritiene di dover nuovamente rendere noti i 26 punti "irrinunciabili" inoltrati da Legambiente al Ministero dell'Ambiente circa tre mesi addietro. Si tratta di prescrizioni che si propone di inserire nel procedimento di riapertura dell'AIA o di procedure da avviare o già avviate. L'obiettivo è di rendere l'attività dello stabilimento "tollerabile" in rapporto alle due questioni tra loro da considerarsi inscindibili : quella sociale e quella della tutela della salute e dell'ambiente. Questi 26 punti possono costituire un riferimento importante per trovare una soluzione in questa direzione in una fase…
Pubblicato in
L'Industria
Venerdì, 18 Gennaio 2013 17:34
Legambiente aderisce alla fiaccolata promossa dall’Arcivescovo
Legambiente aderisce alla fiaccolata promossa dall’Arcivescovo di Taranto e sarà presente domani sera in Piazzale Democrito. Abbiamo apprezzato sin dal suo insediamento l’attenzione alle tematiche ambientali di Monsignor Santoro e condividiamo il suo appello al senso di responsabilità di tutti affinché in questo momento così drammatico ciascuno assuma decisioni nell’interesse di Taranto e dei suoi cittadini, della salute, dell’ambiente e del lavoro.
Pubblicato in
Consapevolezza Ambientale
Venerdì, 06 Luglio 2012 14:36
Il quartiere Tamburi ammorbato dalla puzza proveniente dai rifiuti del mercato ittico
Ci mancava il mercato ittico ai Tamburi per rendere ancora più difficile la vita nel quartiere che “ospita” l’Ilva e le sue emissioni inquinanti. Non bastavano le puzze provenienti dalla raffineria ENI e dagli altri stabilimenti industriali ad ammorbare l’aria dei Tamburi; ad esse si è aggiunta una nuova puzza: quella del pesce che marcisce nei cassonetti o nei pressi dei cassonetti collocati nell’area del mercato ittico galleggiante che evidentemente non vengono puliti a sufficienza. Un “bouquet” di essenze profumate da suggerire a qualche azienda di profumi che voglia lanciare…
Pubblicato in
Rifiuti
Venerdì, 18 Gennaio 2013 13:31
BARRIERAMENTO DEI PARCHI MINERALI
ILVA: PRIMO PALO DEL BARRIERAMENTO DEI PARCHI MINERALI LEGAMBIENTE: MISURA INADEGUATA. NECESSARIA COPERTURA PARCHI MINERALI. DA INSERIRE NELLA NUOVA A.I.A. Soddisfatta dai rassicuranti dati forniti dagli epidemiologi americani invitati a Taranto dal Centro Studi Ilva, l’azienda si impone ancora oggi sulle prime pagine dei media per la posa del primo palo del barrieramento con maxiteloni dei parchi materie prime. Come è noto il progetto prevede la realizzazione di “barriere” di tela alte 21 metri lungo la Taranto - Statte e la Taranto – Grottaglie per contenere lo spolverio di minerali…
Pubblicato in
L'Industria
Lunedì, 11 Giugno 2012 14:24
Stop all'utilizzo di acqua potabile da parte dell'Ilva per il raffreddamento degli impianti
Con l'’arrivo dell’estate, tornano i timori di crisi idriche che, anche se auspicalmente meno gravi di quella che nel 2009 lasciò molti quartieri tarantini senz’acqua per settimane, possano creare disagi ai cittadini in un periodo in cui l’'acqua è necessaria più che mai per difendersi dalla calura. Orbene in una regione come la nostra, afflitta da sempre dalla carenza di acqua dolce per la mancanza di fiumi nel proprio territorio, e costretta a rivolgersi a Basilicata e Campania per il proprio approviggionamento idrico, 250 litri d'’acqua potabile al secondo vengono…
Pubblicato in
L'Industria
Venerdì, 18 Gennaio 2013 13:06
LEGAMBIENTE ha chiesto il rigetto del progetto di realizzazione di una seconda linea di trattamento per la Centrale Termoelettrica alimentata a CDR e biomasse in esercizio nel territorio di MASSAFRA.
Queste le OSSERVAZIONI presentate alla Provincia di Taranto, alla Regione Puglia ed all'ARPA. 1) L’ubicazione del sito rientra nell’area dichiarata adelevato rischio ambientale nel novembre 1990 con reiterazione nel 1997. Un’area quindi dasottoporre a risanamento ambientale e non ad ulteriore impatto di produzioni inquinanti. 2) Il progetto non serve al fabbisogno del territorio. Lacapacità dell’impianto verrebbe portato a 200 mila ton/a, circa 550 t/ g di CDR a fronte di unaproduzione di rsu nel bacino TA/1 di 530 t/g e di 814 t/g nell’intera provincia. Occorre inoltreconsiderare le 106 t/g…
Pubblicato in
Rifiuti
