Lunedì, 22 Ottobre 2012 17:35

Lettera al Ministro della Salute Balduzzi

Legambiente, partendo dalla valutazione della grave situazione sanitaria della città di Taranto, ritiene siano prioritari alcuni interventi per limitare i rischi cui è esposta la popolazione, nonché   ai fini della prevenzione e della cura delle patologie connesse all’inquinamento di origine industriale.

In particolare le richieste di Legambiente riguardano:

1.uno studio serio e approfondito sulla popolazione e sull’ambiente che dia chiare indicazioni ai cittadini sui comportamenti da attuare o da evitare per limitare il rischio, e l’attuazione di una conseguente, capillare, campagna di informazione nel merito della popolazione

2.un’indagine analoga alla perizia prodotta dagli epidemiologi nell’ambito dell’inchiesta sull’Ilva (estremamente rigorosa ma contestualmente agile e veloce nei tempi di realizzazione) sulle ricadute sanitarie degli altri principali impianti industriali presenti sul territorio: ENI, CEMENTIR, ARSENALE MARINA MILITARE. Non si aspetti che sia la magistratura ad intervenire. Non si affrontino questi problemi solo quando si verifica un’emergenza: il dottor Forastiere, coordinatore del gruppo che ha redatto la perizia epidemiologica, nell’ambito dell’incidente probatorio  in cui fu discussa la stessa perizia ha espresso il suo stupore che un’indagine come quella condotta dalla procura non fosse stata realizzata prima e che l’input fosse dovuto venire dalla magistratura

3.la creazione e il potenziamento di presidi di prevenzione e cura specializzati nelle patologie connesse all’inquinamento per garantire la prevenzione e la possibilità di cure adeguate a tutti i cittadini senza distinzioni di reddito e senza dover ricorrere ai cosiddetti “viaggi della speranza”. Si ricorda che nella perizia emerge chiaramente che si ammala e muore di più chi ha un reddito più basso e questo è inaccettabile in un Paese che resta tra i più ricchi del mondo. Primo obiettivo deve essere quello di ridurre le drammatiche liste d’attesa (anche più di un anno in alcuni casi) per accedere a visite ospedaliere ed esami clinici indispensabili per una vera prevenzione

4.la creazione di una commissione di coordinamento, con membri privi di conflitti di interesse, scelti e condivisi dalle varie associazioni e non calati dall'alto

5.la previsione di un budget per la ricerca epidemiologica e ambientale a Taranto.

Infine Legambiente ricorda al Ministro e, attraverso la Sua persona, all’intero Governo che in un contesto così gravemente compromesso dal punto di vista sanitario e ambientale non è tollerabile alcuna implementazione di impianti industriali che abbiano un più o meno rilevante impatto senza un ulteriore insopportabile danno per la salute dei cittadini. Pertanto ritiene necessario bloccare il raddoppio dell’inceneritore Appia Energy di Massafra (geograficamente molto vicino alla città di Taranto) la cui utilità è tra l’altro del tutto discutibile in un contesto in cui è presente una capacità di smaltimento dei rifiuti ampiamente superiore alle necessità territoriali.

Taranto, 22 ottobre 2012

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