Nella conversione in legge dell'ultimo decreto Ilva hanno trovato parziale accoglimento alcune delle osservazioni e proposte presentate da Legambiente.
Innanzitutto è stata completamente modificata la norma con cui si dispone l'utilizzo delle somme sottoposte a sequestro penale ai fini della realizzazione del Piano ambientale. I cambiamenti apportati, salvo sorprese, dovrebbero rendere disponibili per l'attuazione delle prescrizioni AIA 1 miliardo e duecento milioni di euro. A queste disponibilità vanno aggiunti 150 milioni provenienti da Fintecna e 400 milioni di finanziamenti che dovrebbero essere erogati dalla Cassa Depositi e Prestiti con garanzia dello Stato. Al Commissario vengono quindi messe a disposizione, come chiedevamo, risorse certe aggiuntive con cui può da subito cominciare ad effettuare gli interventi previsti dal Piano Ambientale.
Nel decreto, poi, è stata introdotta una esplicita indicazione dei tempi di ultimazione del Piano Ambientale, coincidente con la scadenza del 4 agosto 2016, già prevista dal Decreto Legge n.. 61 del 2013. Anche questa era stata una nostra esplicita richiesta considerato che l'indeterminatezza dei tempi di attuazione degli interventi previsti dall'AIA rendeva del tutto inaccettabile l'esclusione della punibilità del Commissario e dei suoi delegati per le condotte poste in essere in attuazione del Piano. Accolta anche la richiesta che il Ministro dell'ambiente presenti alle Camere una relazione sull'attuazione dell'AIA e sulle risultanze dei controlli ambientali effettuati, ma con cadenza semestrale invece che trimestrale come da noi proposto.
Infine, attraverso l'indicazione che il Programma per la bonifica dell' area di Taranto deve essere contenuto nel Contratto istituzionale di sviluppo (CIS) che andrà sottoscritto entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione,è stata data risposta positiva alla nostra richiesta di fissare un termine ravvicinato per la predisposizione del Programma delle bonifiche.
Ma, accanto a questi elementi positivi, dobbiamo purtroppo registrare che sono state ignorate le altre nostre proposte, tese a qualificare nel senso della protezione ambientale e sanitaria il decreto e a incrementare monitoraggio e controlli.
Avevamo chiesto, per l'ennesima volta, che fosse adottata la Valutazione del Danno Sanitario per lo Stabilimento ILVA prodotta da Arpa Puglia utilizzando criteri metodologici più protettivi per la salute dei cittadini di quelli stabiliti dal successivo decreto interministeriale. Ma, anche questa volta, la nostra richiesta non è stata accolta.
Avevamo chiesto che il Piano Ambientale venisse attuato dal Commissario straordinario secondo le scadenze intermedie in esso stabilite e che il Commissario comunicasse entro 30 giorni le scadenze degli interventi che il Piano Ambientale rinvia a data successiva alla adozione del piano industriale (che continua a non esistere). Avevamo chiesto che il Commissario comunicasse entro 30 giorni la proposta di riesame del piano di monitoraggio e di controllo presente nell'AIA così come previsto dal Decreto di emanazione del Piano Ambientale (DPCM 14 marzo 2014, articolo 2 comma 7). Ma nessuna di queste richieste è stata accolta: si lascia così totale discrezionalità al Commissario e non si rende esigibile da subito l'aggiornamento del piano di monitoraggio e controllo previsto dall'AIA.
A questi elementi, già gravi, si aggiunge la scelta di non inserire direttamente nel decreto il potenziamento degli organici di ARPA Puglia (rinviato ad un successivo provvedimento) e, quindi, di non potenziarne da subito l'attività di monitoraggio e controllo, in particolare del dipartimento di Taranto che ha un ruolo essenziale per il monitoraggio di tutte le autorizzazioni ambientali relative agli stabilimenti industriali presenti nel territorio jonico.
"Quello approvato èun decreto a senso unico, schiacciato sulle esigenze della produzione, invece che sulla necessità di protezione della salute e dell'ambiente" affermano Stefano Ciafani, vicepresidente nazionale di Legambiente, Francesco Tarantini, presidente regionale dell'associazione e Lunetta Franco, presidente di Legambiente Taranto, e aggiungono:
"Seguiremo nelle prossime settimane l'effettivo inserimento in altro provvedimento legislativo di norme che consentano il potenziamento degli organici di ARPA Puglia e l' arrivo dei fondi sequestrati dalla magistratura milanese e vincolati all'attuazione delle prescrizioni AIA; la dotazione finanziaria assegnata al Commissario rende comunque possibile cominciare a mettervi mano, senza attendere.
Ma, viste le premesse, fin da ora manifestiamo quello che è più di un generico timore sull'effettivo rispetto dei tempi di attuazione del Piano Ambientale: dopo il settimo ci attendiamo l'ottavo decreto Ilva"
Lunedì, 02 Marzo 2015 21:03
Ilva, il decreto è legge: mano libera al Commissario e nulla di concreto su monitoraggio AIA e controlli.
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L'Industria
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