""Questo decreto non ci convince affatto. Nessun calendario vincolante per chi non rispetta le misure previste dall'Aia. Nessuna pubblicità alle modifiche proposte al Piano Ambientale"" - comincia così la dichiarazione di Stefano Ciafani, direttore generale di Legambiente, dopo l'approvazione in Senato dell'ultimo decreto Ilva - ""Non ci siamo. Il decreto Ilva, approvato oggi in via definitiva dal Senato, non ci convince affatto e siamo convinti che il governo abbia perso una importante occasione per dimostrare che sia possibile coniugare diritto alla salute e all'ambiente con il diritto al lavoro e le esigenze produttive."
Il testo approvato conferma il limite temporale all'impunità dei gestori introdotto dalla Camera ei deputati e contiene alcuni punti positivi, a partire dalla deroga per le assunzioni in ARPA PUGLIA.
Il nuovo comma 8.2-ter, introdotto dalla Camera dei deputati, prevede infatti che la Regione Puglia possa autorizzare l'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente ad assumere personale a tempo indeterminato per un contingente strettamente necessario ad assicurare le attività di vigilanza, controllo, monitoraggio e gli eventuali accertamenti tecnici riguardanti l'attuazione del Piano. Le assunzioni sono subordinate alla preventiva individuazione, nel rispetto degli equilibri di finanza pubblica, delle occorrenti risorse finanziarie da trasferire all'ARPA nel limite massimo di spesa pari a 2,5 milioni di euro per il 2016 e a 5 milioni di euro a decorrere dal 2017.
Si tratta di una deroga che avevamo chiesto venisse introdotta sin dalla conversione in legge del precedente decreto, a gennaio del 2015. Ci sono voluti ben 18 mesi per riuscire ad ottenerla: ora invitiamo ARPA e Regione Puglia a fare in fretta potenziando finalmente gli organici del dipartimento Arpa di Taranto
Restano però, purtroppo, diverse criticità. ""Siamo convinti che l'aver stabilito una proroga fino a 18 mesi fornirà una giustificazione all'ulteriore slittamento dell'attuazione delle più importanti misure previste dall'Aia, dalla copertura dei parchi minerali agli interventi sulle batterie, con ulteriori ritardi e blocco degli interventi." continua Stefano Ciafani " Sarebbe stato importante, invece, che le eventuali proroghe concesse fossero state accompagnate da un calendario vincolante che prevedesse, in caso di ulteriori ritardi, la chiusura degli impianti interessati e la loro rimessa in funzione solo una volta effettuati gli interventi Aia e, in questo quadro, un rafforzamento dei controlli affidati ad Ispra e Arpa Puglia, che svolgono un ruolo prezioso e importante, sulle emissioni dell'impianto.
Infine nel decreto legge approvato oggi non compare nessun riferimento alla pubblicità delle modifiche ed integrazioni proposte al Piano Ambientale, e alla possibilità, che nella fase che porta alla definizione del nuovo Piano Ambientale, siano coinvolti altri soggetti oltre il Comitato degli esperti nominato dal Ministro dell'ambiente"
Mercoledì, 27 Luglio 2016 17:25
Approvato il decreto legge Ilva. Legambiente: “Questo decreto non ci convince. Nessun calendario vincolante. Nessuna pubblicità alle modifiche proposte al Piano Ambientale"
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L'Industria
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