Lunedì, 21 Gennaio 2013 10:40

Centrale a carbone Brindisi Nord. Legambiente Puglia propone un progetto alternativo a quello di Edipower e A2A

Non solo bonifica ma distretto tecnologicamente avanzato delle fonti rinnovabili impiegando i lavoratori di Edipower

 

Legambiente esprime perplessità in merito al futuro della Centrale a carbone Brindisi Nord dopo l’incontro tenutosi a Brindisi fra i vertici delle società Edipower e A2A, il sindaco del capoluogo Cosimo Consales, i sindacati e Confindustria.

L’incontro, finalizzato a presentare il piano industriale relativo all’impianto di Brindisi, ha messo in evidenza alcune problematiche alla luce delle proposte avanzate da Edipower e A2A.

Per la centrale termoelettrica di Brindisi Nord la A2A, socio di riferimento di Edipower, dopo il 2015 prospetta l’esercizio di un solo gruppo da 320 Mw (ed è l’unico punto di connessione con il piano industriale per Moncalfone), da alimentare in co-combustione con carbone e Combustibile Solido Secondario (CSS), senza indicare la relativa classe di appartenenza, che altro non è che il CDR, noto come combustibile secco derivante dai rifiuti urbani.

Intanto, fino alla fine del 2015, la A2A non sembra avere alcuna intenzione di dare corso a interventi di ambientalizzazione, quali la copertura del carbonile o l’abbattimento delle emissioni inquinanti.

Legambiente, rigettando la proposta avanzata da A2A, sottolinea di aver rappresentato, nell’ambito delle procedure di VIA ed AIA, la propria contestazione in merito alla compatibilità fisica, prima ancora che ambientale, del ripotenziamento a ciclo combinato in aggiunta a due gruppi a carbone ed ai relativi desolforatori di cui non si ritiene possibile la permanenza nel sito attuale.

L’associazione ambientalista propone all’amministrazione comunale un progetto del tutto alternativo a quello prospettato da A2A, prevedendo, innanzitutto, l’esecuzione degli impegni assunti da Edipower all’atto della stipula dell’Accordo di Programma sulla bonifica del SIN di Brindisi, procedendo alle opere di messa in sicurezza, di smantellamento e di bonifica che andrebbero realizzate parzialmente anche nel caso in cui la A2A volesse utilizzare solo un gruppo della centrale (ciò va fatto prima che la società possa seguire le orme di EVC e Dow Chemical che non hanno mai effettuato le bonifiche di loro pertinenza).

«In seguito all’intervento di bonifica – spiegano Francesco Tarantini e Fabio Mitrotti, rispettivamente presidente di Legambiente Puglia e presidente del Circolo di Legambiente Brindisi - Legambiente propone di creare, nell’area di insediamento dei gruppi della centrale da dismettere e con il diretto coinvolgimento della stessa A2A, un distretto tecnologicamente avanzato delle fonti rinnovabili finalizzato alla ricerca, alla sperimentazione, alla produzione e commercializzazione di componenti ed alla realizzazione di un impianto fotovoltaico o termodinamico con nano componenti, in sostituzione del gruppo da 320 Mw fumosamente presentato da A2A. Tutto ciò impiegando nella fase di bonifica, costruzione e gestione del Distretto i lavoratori di Edipower».

Legambiente è pronta a dimostrare la concretezza e l’alto valore aggiunto della propria proposta. «Chiediamo all’amministrazione comunale - concludono Tarantini e Mitrotti - di assumere un ruolo propositivo, oltre a quello messo in atto, anche per evitare che la società si limiti semplicemente a guadagnare ulteriore tempo ed attivare alla fine il solito ricatto occupazionale».

 

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