Lunedì, 20 Febbraio 2017 22:16

Economia Civile per una città sostenibile. Al via a Taranto un corso di alta formazione

In pochi lo sanno ma Taranto è divenuta capitale del Sud Italia in tema di Economia Civile. Un nuovo modello di sviluppo sintetizzato in un acronimo, Bes, che sta per Bene Equo Sostenibile, un innovativo sistema di rilevamento della qualità della vita, che mette in secondo piano l'aspetto meramente economico e punta su valori comunitari condivisi e sostenibilità ambientale e sociale.
"I criteri della griglia di valutazione Bes, che abbiamo costruito insieme all'associazionismo - spiega Linda Laura Sabbadini, direttore del Dipartimento Istat per le Statistiche Sociali ed Ambientali - crescono in credibilità nel mondo accademico e nella società. Ed anche la politica ne ha compreso l'importanza. In ambito locale questa cosa è ancora più importante, perché il Bes si può declinare ancora di più tenendo conto delle specificità di ogni realtà".
L'ascesa dell'economia civile si è resa evidente quando il Senato ha approvato in via definitiva, il 28 luglio scorso, la riforma della legge di bilancio, nella quale si prevede che gli indicatori di benessere equo e sostenibile (Bes), selezionati da un Comitato ad hoc, siano allegati al Documento di economia e finanza (Def). Le nuove norme prevedono anche che ogni anno il Parlamento riceva del ministro dell'Economia una relazione sull'andamento degli indicatori e che venga istituito un comitato per gli indicatori di benessere equo e sostenibile, presieduto dal ministro dell' Economia e di cui facciano parte il presidente dell' Istat, il governatore di Bankitalia e due esperti provenienti dall' università o da enti di ricerca. E stavolta Taranto è arrivata molto prima di altri. L'impegno in riva allo Ionio è nato diversi anni fa attraverso il Centro di cultura "G.Lazzati" dell'Università del Sacro Cuore e si è ormai consolidato.
"L'ambizione – afferma Domenico Amalfitano, che presiede il Centro – è fare del capoluogo ionico non più la città dell'inviluppo ma un punto di riferimento culturale, formativo, laboratorio per lo sviluppo a misura d'uomo. E per fare questo occorre necessariamente una formazione sia a livello di diffusa opinione pubblica e di partecipazione attiva della cittadinanza che di formatori ed operatori con competenze specifiche all'interno delle istituzioni".
Con questo spirito da sette anni a San Paolo, tra Taranto e Martina Franca, si tiene una scuola estiva rivolta ai giovani, avviata con l'Accademica Mediterranea di Economia Civile e diretta da uno dei massimi esperti del tema, il professor Luigino Bruni. Dallo scorso anno sono poi partiti anche progetti di formazione per docenti degli istituti superiori.
"In un periodo in cui si sottovaluta l'importanza dell'istruzione, il compito degli insegnanti –spiega uno degli economisti fondatori del modello, Leonardo Becchetti - è fondamentale per educare alla partecipazione, al passaggio da un modello a due mani, dove sono le istituzioni ed il mercato a risolvere i problemi, ad un modello a quattro mani, che comprende l'aiuto della cittadinanza responsabile e delle imprese sostenibili. Occorre formare cittadini migliori, capaci di comprendere e giudicare ciò che i politici fanno, di utilizzare il voto con il portafoglio, di agire, scambiarsi informazioni sui social media e creare consapevolezza per le battaglie civili che dobbiamo compiere".
Ed è di pochi giorni fa la presentazione di un il corso di alta formazione su progettazione e gestione di Città e Territori Sostenibili, rivolto alla pubblica amministrazione, il primo nel Mezzogiorno. Non un master annuale ma 80 ore 'esecutive' spalmate nei weekend, che si svolgeranno nei weekend in una sala della Cittadella delle Imprese di Taranto. L'inizio è previsto fra un mese.
"Stiamo collaborando all'organizzazione - spiega Barbara Scozzi, docente del Politecnico di Bari - insieme alla Camera di Commercio di Taranto, l'Università di Bari ed il Centro Lazzati. Costituiremo 'responsabili della sostenibilità delle città', che andranno a supportare i sindaci e gli assessori nella formulazione di tutta la pianificazione strategica, ovviamente in ottica di sviluppo sostenibile e si occuperanno di monitorare l'avanzamento delle pratiche messe a punto, supportando la pubblica amministrazione nei processi di rendicontazione alla cittadinanza". In un momento così delicato per Taranto, con gli occhi puntati all'Isola e ai fondi che verranno stanziati dal Contratto Istituzionale di Sviluppo, e con grandi studi di architettura che vorrebbero intervenire sia sul piano urbanistico che su quello sociale, figure professionali di questo tipo rivestono un'importanza strategica e sono un'ulteriore opportunità per la città.

Marina Luzzi

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