Sabato, 18 Aprile 2020 11:23

Ripartire dopo l'emergenza? Con tante ‘opere diffuse’ si può. Fa bene all'ambiente e ... al buonsenso!

Legambiente e Fillea Cgil lanciano un piano per fare ristrutturazioni energetiche a 1,2 milioni di condomini creando 430mila posti di lavoro (*scaricabile dagli allegati)

Entro il 2025 riconvertire 30.000 condomini all'anno dal punto di vista energetico. Che significa in numeri: 430mila posti di lavoro diretti, 37 miliardi di investimenti diretti e indiretti, 900 milioni di entrate per le casse previdenziali, un risparmio per le famiglie in bollette di circa 620 euro l'anno ad alloggio, un aumento dei valori immobiliari stimato tra un +5% e un +15%. E per l'ambiente, comporterebbe una riduzione delle emissioni di CO2 di 840.000 tonnellate annue e un taglio dei consumi di gas di 418,5 milioni di metri cubi l'anno. Il tutto senza appesantire di nemmeno un euro in più il debito pubblico italiano, visto che si tratta soltanto di migliorare, riorganizzare, rifinanziare e potenziare una serie di strumenti fiscali - i bonus ambientali e antisismici - già in vigore.
Questo il piano  diffuso da Fillea Cgil e Legambiente.
"Un piano in sei punti, vantaggioso per i cittadini, per l'occupazione, per le casse dello Stato e per l'ambiente" spiega Alessandro Genovesi, segretario generale della Fillea Cgil, che prosegue "è un piano che cammina su due gambe forti, una è la sostenibilità, l'altra è la qualità del lavoro e dell'impresa. E proprio per spingere sulla qualità proponiamo che tutti gli incentivi fiscali vengano subordinati alla dimostrazione di utilizzo di lavoro regolare e del corretto Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (e relativi versamenti ad Inps, Inail e Casse Edili), contro ogni forma anche di dumping contrattuale".

Per Edoardo Zanchini, Vicepresidente nazionale di Legambiente "bisogna rispondere a chi dice che ora si deve ripartire alla vecchia maniera, magari come vuole Giorgia Meloni bloccando il Green New Deal europeo, e a chi vuole ancora una volta puntare su grandi opere che arriveranno solo tra cinque anni. Se vogliamo un'uscita accelerata dalla crisi dobbiamo far ripartire tutto il Paese con tante 'opere diffuse' che fanno bene all'economia, al Paese, e danno un un beneficio diretto e strutturale alle famiglie.  La nostra  proposta  non richiede il ricorso ad altri soldi pubblici: basta utilizzare gli incentivi che già ci sono, l'ecobonus, il sismabonus, il bonus facciate, utilizzandoli  in modo più efficace. Una proposta di vero buon senso"

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