Siamo assolutamente contrari al progetto di costruzione di un porticciolo turistico nell'area della pineta di Torre Blandamura, a San Francesco degli Aranci, lungo la litoranea tra Taranto e Marina di Leporano. Lo eravamo già diciotto anni fa, nel lontano anno 2000, quando denunciammo alla magistratura l'abbattimento di decine di alberi e lo sradicamento di parte della macchia mediterranea.
Lo eravamo nel 2005 quando la regione impose un altro stop al progetto.
Lo eravamo nel 2012 quando un incendio doloso colpì la pineta.
Lo eravamo nel 2015 quando il Corpo forestale dello Stato accertò la realizzazione di opere edilizie abusive nell'area.
Lo siamo oggi dopo che il Comune di Taranto - recependo una sentenza del TAR del 2012 e dando seguito ai provvedimenti adottati dal Commissario ad acta Tommaso Blonda - con determina della Direzione patrimonio dello scorso 18 luglio, ha rilasciato per 48 anni e 3 mesi e a fronte di un canone annuo di circa 45mila eur la concessione demaniale marittima per la costruzione e gestione di un porto turistico con annesse strutture e servizi, relativa a circa 10mila metri quadrati a terra e quasi 23 mila in mare.
Nel progetto iniziale, quello di diciotto anni fa, era presente anche un villaggio turistico , mentre per il porticciolo turistico erano previsti 210 posti barca per l'ormeggio, 90 per il rimessaggio, 144 posti auto e moli per 252 metri. Il progetto attuale sicuramente sarà ridimensionato rispetto a quello originario, ma – in ogni caso - noi crediamo non ci sia alcuna necessità di costruire un porto turistico in una zona di grande pregio paesaggistico, caratterizzata dalla presenza di pini d'aleppo e macchia mediterranea, percorsa da sentieri naturali che scendono alla scogliera e al mare.
Tranne una generica indicazione circa la riacquisizione, da parte del commissario ad acta, dei pareri di competenza già espressi, la concessione non fa alcuna menzione ai vincoli (idrogeologici, paesaggistici, forestali) che interessano l'area della pineta di Torre Blandamura e questo ci lascia fortemente perplessi.
Chiediamo che questi pareri siano rapidamente resi pubblici: vogliamo verificare cosa indicano, conoscere le prescrizioni ambientali che eventualmente prevedono e che dovrebbero essere rispettate, le strutture che dovrebbero sorgere, i materiali che dovranno essere utilizzati, l'impatto dei moli sull'ecosistema marino.
Lo diciamo forte e chiaro: non abbiamo alcun bisogno di nuove colate di cemento, di opere che distruggano la bellezza dei luoghi a beneficio di pochi e a discapito della collettività.
Martedì, 04 Settembre 2018 17:12
Giù le mani da costa e pineta a Torre Blandamura
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Il Territorio e il Mare
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