Ordine Architetti, Ordine Ingegneri, Collegio Geometri, Ance Taranto, Materiali Edili Confcommercio Taranto, Legambiente Taranto. chiedono al Comune di Taranto un confronto sui temi della pianificazione e dell'urbanistica a Taranto. Ecco la nota inviata al Presidente del Consiglio Comunale ed ai Consiglieri comunali
Taranto sta vivendo, ormai da troppo tempo, un lungo periodo della propria storia recente di particolare difficoltà e di profonda crisi non solo economica e sociale ma anche di identità. Enormi sono i problemi che la città è chiamata ad affrontare, difficilissime le sfide con cui la città è chiamata a confrontarsi.
In questo contesto, la Città assiste però ad una sensibile difficoltà da parte delle Istituzioni a fare fronte con la opportuna efficacia non solo a tali grandi e importantissimi appuntamenti ma anche alla semplice gestione del quotidiano e tutto ciò penalizza enormemente lo sforzo che la cittadinanza attiva, le associazioni di categoria, gli ordini professionali, le rappresentanze delle forze economiche e sociali del territorio, fanno per contribuire alla costruzione di una città operativa e soprattutto vivibile.
Troppe le questioni in campo non risolte e per le quali non si intravedono forti e incisive azioni delle Istituzioni comunali.
La Città vecchia attende risposte urgenti circa il ripristino della sua vivibilità quotidiana che non possono attendere solo ciò che con il Contratto Istituzionale di Sviluppo il Comune di Taranto ha richiesto al Governo nazionale. Il Borgo umbertino sta scivolando verso una crisi strutturale e di identità mai vista prima. Palazzo degli Uffici, Aree demaniali dismesse, sono temi sui quali il dibattito e l'azione sono fermi ormai da anni e non ci sembra che il Comune stia governando un processo di rigenerazione urbana così indispensabile per riqualificare aree assolutamente strategiche come quelle del Borgo e in particolare quelle che la Marina Militare ha ceduto da tempo alla città.
Sulla questione riguardante la riqualificazione delle enormi periferie urbane vorremmo sapere se l'Amministrazione abbia definito o meno un programma di interventi che possa dare risposte in termini di nuove risorse a disposizione per interventi strutturali.
A tutto ciò sono da aggiungersi gli impegni sul fronte ambientale e delle bonifiche per le quali il Comune è chiamato a svolgere un ruolo determinante a supporto dell'opera del Commissario Governativo.
Ma tutto ciò sarebbe possibile se la macchina politico-amministrativa fosse adeguatamente strutturata rispetto ai compiti cui è chiamata. A tale proposito non possiamo non rilevare come importantissimi e strategici settori dell'Amministrazione siano in una situazione di criticità tale da comprometterne addirittura la semplice operatività quotidiana.
Dopo una perdurata assenza di ben sei mesi di un Assessore delegato alla pianificazione urbanistica e all'edilità, settore assolutamente determinante per lo sviluppo del territorio e che vede sensibilmente coinvolti come professionisti e attori economici e sociali oltre che portatori di interessi collettivi, abbiamo preso atto finalmente che il Sindaco ha sciolto finalmente la riserva. Attendendo che il nuovo assessore spieghi alla città la linea che intende seguire e le strategie che intende adottare per svolgere al meglio il proprio mandato, non possiamo nascondere però una certa perplessità che ha colto tutti alla notizia che a guidare un assessorato così determinante il sindaco abbia indicato una personalità con formazione culturale e professionale decisamente lontana dalle tematiche relative all'urbanistica, alla pianificazione, alle questioni edilizie. Una perplessità che diviene ancora più forte proprio in considerazione che le deleghe che il Sindaco ha assegnato al nuovo assessore, urbanistica, edilità, città vecchia, contratto istituzionale di sviluppo, saranno gli assi portanti della strategia complessiva di riqualificazione dell'intero territorio cittadino e per i quali saranno a disposizione le maggiori risorse finanziarie. Avremmo quindi immaginato che il sindaco, dopo 6 mesi di assenza, avesse individuato una figura tecnica specificatamente competente in tali argomenti. E ciò, al momento, non ci sembra un requisito soddisfatto. Pertanto ora si pone sempre di più anche un serio problema di competenze all'interno degli assessorati prettamente tecnici del comune in cui tra assessori e dirigenti non vi sono più figure tecniche nei ruoli apicali, proprio in un momento in cui è fondamentale una visione strategica delle problematiche ed una piena conoscenza delle questioni in campo.
Abbiamo serie perplessità, anche riguardo gli aspetti legislativi, che dirigenti già in servizio, con specializzazioni non tecniche, sono chiamati ad occuparsi, anche se per periodi limitati, di settori specificatamente tecnici, accollandosi così responsabilità e impegni oltre modo e rischiando così di rallentare l'intera macchina amministrativa comunale.
Le Direzioni Tecniche necessitano di avere Dirigenti con Laurea Tecnica e con spiccate doti manageriali al fine di rilanciare l'economia della città che ormai è lentamente agonizzante.
Urge pertanto che si affronti con determinazione la questione della pianta organica del Comune di Taranto, ferma da troppi anni e decisamente sottodimensionata per il carico di impegni a cui la città è chiamata e si proceda con celerità alla soluzione dei problemi che come cittadini, professionisti e operatori economici viviamo tutti quotidianamente sulle nostre spalle.
Una ultima questione riguarda gli aspetti legati alla pianificazione di questa città. Dopo aver convissuto con uno strumento urbanistico generale per oltre quaranta anni, ormai vecchio e inadeguato, siamo in attesa di conoscere quali saranno le linee di indirizzo delle politiche urbanistiche della città, rilevabili dal Documento Programmatico Preliminare al nuovo PUG che l'Amministrazione Comunale ha avviato circa due anni fa. A tale riguardo non possiamo non rilevare come ci sia stata una vera e propria battuta di arresto a seguito del Parere dell'Autorità Nazionale Anticorruzione che ha sancito l'incompatibilità del professionista incaricato con il suo ruolo di docente universitario a tempo pieno. Ciò ha comportato la revoca dell'incarico, con la perdita di ulteriori due anni costringendo la Città ha riavviare un processo che, seppure da noi fortemente criticato nel merito e nel metodo perchè povero di occasioni reali di confronto con il territorio e privo finora di risultati tangibili, ha comunque segnato l'inizio di una fase nuova per la costruzione di un nuovo futuro della nostra città.
Per tali motivi, i soggetti firmatari del presente documento, Associazione di categoria, Ordini professionali, rappresentanze economiche, associazioni, nel rinnovare, come sempre è stato, la loro disponibilità a partecipare a tutte le fasi che riguarderanno il futuro del nostro territorio, mettendo a disposizione le proprie competenze e la propria capacità di visione, chiedono formalmente che sia convocato con estrema urgenza un Consiglio Comunale Monotematico sui temi elencati e che le Istituzioni, Il Consiglio Comunale in primis, coinvolgano fin da subito le migliori risorse del territorio in una azione congiunta tesa a formulare proposte di sviluppo condivise per una città che non può più permettersi di perdere altre occasioni o sprecare ulteriore tempo.
Martedì, 22 Dicembre 2015 18:04
Taranto, serve una svolta: troppe le questioni irrisolte.
Pubblicato in
La Città
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