L'Industria

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Colpisce, nel decreto che ha approvato la nuova A.I.A. ILVA l'indicazione posta all'inizio dell'articolo 2 relativo alle Misure transitorie: " La produzione dello stabilimento ILVA di Taranto non potrà superare i 6 milioni di tonnellate/anno di acciaio fino al completamento di tutti gli interventi previsti .... il gestore potrà superare il limite alla produzione solo dopo l'accertamento da parte dell'Autorità di controllo del completamento degli interventi".L'imposizione del limite di 6 milioni di tonnellate/anno costituisce un, sia pur parziale, accoglimento delle richieste di Legambiente e suona come conferma di quello che…
E' alquanto lacunosa la nota congiunta diramata dai ministeri dell'Ambiente e dello Sviluppo Economico, a valle dell'approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del decreto che apporta modifiche e integrazioni al piano ambientale Ilva approvato il 14 marzo del 2014, a conferma della mancanza di trasparenza che ha caratterizzato negli ultimi anni la vicenda Ilva."Appena disponibile approfondiremo attentamente il testo del decreto per verificare se le prescrizioni aggiuntive annunciate, sia in ordine agli adempimenti che ai tempi di attuazione, siano effettivamente in grado di assicurare la limitazione delle emissioni come…
La notizia che apprendiamo  dalla stampa del sequestro - con parziale facoltà d'uso - della centrale  ENEL di Brindisi, della Cementir Italia spa di Taranto e dei parchi loppa d'altoforno dell'Ilva di Taranto ci allarma e ci lascia basiti: un'altra azienda del polo industriale tarantino si sarebbe resa responsabile degli ennesimi reati ambientali, con potenziali dannose ricadute sulla salute dei cittadini di Taranto.Rifiuti pericolosi sarebbero stati utilizzati per produrre cemento. Il tutto con la "complicità" dell'Enel, di cui lo Stato italiano resta il principale azionista, e dell'Ilva, i cui Commissari governativi…
Venerdì, 08 Settembre 2017 17:27

Cavalli di Troia e volpi ... sotto le ascelle

La mancanza di innovazioni nel processo produttivo del Piano ambientale Ilva targato Mittal ripropone drammaticamente il conflitto tra lavoro e salute: in loro assenza solo un forte contenimento della capacità produttiva potrà infatti consentire l'esercizio degli impianti senza che si ripropongano in futuro scenari nefasti in termini di morti e malattie.Riservandosi la possibilità di tenere in esercizio entrambe le linee di sinterizzazione e di riavviare due delle quattro batterie fermate AM InvestCo adombra invece una configurazione produttiva in antitesi con la tutela della salute di cittadini e lavoratori.Una sorta di…
Legambiente Taranto ha presentato nella serata del 4 settembre le proprie Osservazioni alla proposta di Piano ambientale per l'Ilva di Taranto depositata da AM InvestCo Italy srl, trasmettendone copia ai rappresentanti istituzionali del Comune di Taranto e della Regione Puglia.Il complesso delle Osservazioni, di cui nei giorni scorsi sono stati anticipati alcuni contenuti, costituisce un documento articolato, che sarà illustrato in Conferenza stampa venerdì 8 settembre. Al suo interno, accanto a indicazioni di carattere più generale, trovano spazio precise notazioni e richieste suddivise per argomenti e relative a Innovazione di…
Demolire le cokerie fermate, mantenere una sola linea di sinterizzazione, coprire tutti i Parchi Ilva. Per ridurre davvero i rischi sanitari  presenteremo queste richieste nelle nostre Osservazioni alla proposta di Piano ambientale per l'Ilva di Taranto, depositata da AM InvestCo Italy srl, di cui stiamo proseguendo l'esame e che ci riserva altre nuove sorprese, sempre negative, dopo quella da noi già denunciata dei tempi "biblici" di attuazione che chiederemo vengano ricondotti a quelli previsti dal Piano  approvato nel marzo 2014.Cominciamo dai Parchi. Per Parco OMO, Parchi AGL Nord e Sud, Parco Loppa,…

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