L'Industria

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ARPA Puglia ha trasmesso nei giorni scorsi al Presidente della Regione ed all'Assessore regionale all'ambiente, Giovanni Francesco Stea, il "Progetto per la costruzione di una rete per il monitoraggio olfattometrico nel Comune di Taranto" con una nota a firma del Direttore Generale, Vito Bruno, e del Direttore scientifico f.f. Nicola Ungaro.La nota, indirizzata anche a Legambiente , fa seguito alla lettera inviata ai primi di gennaio da Francesco Tarantini, presidente Legambiente Puglia, e Lunetta Franco, presidente Legambiente Taranto, al Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ed al Direttore Generale di…
Anche nell'anno che si è appena concluso, più volte si sono ripetuti a Taranto episodi di emissioni odorigene, indicatrici di ambienti insalubri, che hanno provocato forti fastidi (bruciori, gonfiori, nausea, mal di testa) e suscitato allarme tra i cittadini. Non si tratta di fatti eccezionali, ma di fenomeni che si ripetono con una certa frequenza e risultano addebitabili agli impianti presenti nell'area industriale del capoluogo jonico, in primo luogo allo stabilimento ENI.A questo proposito il 7 gennaio 2019 Legambiente ha inviato una nota al Presidente della Regione Puglia  Michele Emiliano ed al…
Legambiente ha scritto oggi a Lakshmi N Mittal, amministratore delegato di Arcelor Mittal, e Matthieu Jehl, amministratore delegato di Arcelor Mittal Italia. Nella lettera, firmata da Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia, e Lunetta Franco, presidente di Legambiente Taranto, l'associazione chiede ai vertici dell'industria siderurgica di esprimersi sulla proposta di effettuare una valutazione preventiva dell'impatto ambientale e sanitario dello stabilimento di Taranto.Ne riportiamo di seguito il testo integrale.Gentilissimi,nel sito di Arcelor Mittal Italia, l'impegno dell'azienda per il territorio viene così definito:"Instaurare un dialogo aperto…
Quale testimone al processo "Ambiente svenduto" è stato ascoltato Leo Corvace, storico esponente di Legambiente: l'associazione si è infatti costituita parte civile nel processo, assistita dagli avvocati Eligio Curci e Ludovica Coda.Nel corso della sua deposizione Leo Corvace ha illustrato l'attività di Legambiente in rapporto all'intera procedura di AIA, evidenziando le responsabilità dei governi dell'epoca per i forti ritardi con cui è stata rilasciata l'AIA all'Ilva e le blande prescrizioni in esse contenute. L'AIA è stata rilasciata nel luglio 2011-  con circa tre anni di ritardo rispetto alla scadenza prevista…
«Sul caso Ilva – dichiara Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – la partita ambientale è ancora da risolvere insieme alla questione dei nodi irrisolti, in primis quello della valutazione di impatto ambientale sanitario preventiva e quello riguardante il limite alla produzione. Per questo abbiamo deciso di scrivere al ministro dell'Ambiente. Il futuro dello stabilimento deve prevedere, a nostro avviso, produzioni che non siano più pericolose per la salute e l'ambiente e il governo deve agire senza ricalcare le scelte che negli ultimi 20 anni hanno sempre privilegiato gli interessi…
Legambiente ritiene insufficienti le integrazioni al piano ambientale Ilva e chiede al Ministro dell'Ambiente che si proceda alla valutazione preventiva dell'impatto ambientale e sanitario connesso ad una produzione di 8 milioni di tonnellate annue di acciaio liquido: non c'è nulla che impedisca al Ministro di effettuarla e solo i suoi esiti potranno fornire risposte scientificamente attendibili in merito alle ricadute dell'impianto sulla salute dei cittadini di Taranto.Lo chiediamo dopo aver esaminato il testo diffuso dagli organi di informazione dell'addendum ambientale, di cui peraltro a tutt'oggi, nonostante il tempo trascorso, non…

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